
Nel 1870 il ricco industriale e munifico mecenate
Savva Mamontov acquistò il podere di Abramtsevo, lungo la strada che porta al monastero di S.Sergio di Radoneza, in riva al fiume Vor'a circa 60 km a nord-est di Mosca, .
Insieme a sua moglie ristrutturò la proprietà, da tempo disabitata, conservandone per quanto possibile il suo aspetto originario: restaurò quello che era in rovina ed innalzò nuove costruzioni. Nel 1873 fece costruire lo "Studio dei pittori", un esempio di "Terem" (abitazione boiarda) con uno splendido tetto intagliato, varie botteghe di ceramica e di falegnamerie all'interno nelle quali rinacque un'arte che traeva ispirazione dalle tradizioni popolari delle antiche popolazioni del paese.

Egli diede vita al "Paesello culturale" e volle che i più bravi maestri dell'epoca potessero lavorare qui in assoluta calma e tranquillità, senza l'assillo dei problemi di tutti i giorni. Il sodalizio raccolse intorno a sé grandi maestri come
Il’ja Repin, Vasilij Polenov, lo scultore Antokol’skij, M.Nesterov,
Michail Vrubel, Victor Vasnetsov ed i primi creatori delle opere impressionistiche in Russia come
Valentin Serov,
Kostantin Korovin.
Nello "Studio dei pittori" furono create, nel corso degli anni, tele divenute famose, A.Serov vi dipinse il suo famosissimo quadro "La bambina con le pesche" (è il ritratto di Vera, la figlia del padrone di casa). Un altro grande pittore, V.Vasnetsov, realizzò i famosi quadri "Alenushka" e "Bogatyri" (eroi dell'epos russo), mentre V.Polenov dette vita a famosissimi paesaggi.M.Nesterov, concepì un notissimo quadro, dedicato a Sergij Radonezskij. Anche numerosi quadri di M.Vrubel e I.Repin furono dipinti nella tenuta di Mamontov.

Nei laboratorio-studio Vrubel e V. Serov eseguirono manufatti in ceramica e maiolica mentre V.Polenov e sua moglie si dedicarono all’intaglio su legno ed al ricamo. Essi aprirono ad Abramtsevo alcune botteghe in cui venivano particolarmente curate queste forme d’arte.
Tra il 1881 ed il 1882 Mamontov fece edificare la piccola chiesa del "Salvatore" nello stile dell’antica architettura di Novgorod progettata, decorata ed arredata dai vari ospiti della tenuta. I progetti, impostati secondo lo stile dell'architettura del nord della Russia, furono elaborati da V.Polenov mentre la costruzione della chiesa fu affidata a V.Vasnetsov.
All'interno fu realizzata una grande varietà di stili: l'intaglio su pietra rispecchia il carattere degli architetti di Vladimir, le opere in maiolica sono tipiche degli architetti di Jiaroslavl, le finestre si rifanno invece al peculiare stile moscovita.

Le pareti non sono dipinte al loro interno ma fanno bella mostra di sé alcune preziose icone su iconostasi ( tramezzo di divisione tra celebrante e fedeli, variamente ornato da icone e statue) ritenute assai interessanti anche sotto il profilo storico-culturale. Due icone furono eseguite da V.Polenov, le altre da I.Repin e da V.Vasnetsov il quale ideò pure il pavimento a mosaico.
Nel suo aspetto medievale la chiesa impersona le tendenze artistiche russe della fine del secolo tendenti a realizzare uno stile nazionale sulla base dell’architettura antico-russa.
Per quanto non fosse mai stato definito un programma, l’attitudine degli artisti del circolo e la stessa "aria abramtsevoiana" bastano a definire il terreno ideale in cui costoro si muovevano. Tra loro prevaleva il culto di un arte viva che fosse libera espressione della creatività.

Anche se il nazionalismo non escludeva aperture verso l'Occidente ( Korovin utilizzava l'insegnamento degli impressionisti francesi) la compagine di Abramsevo si propose di recuperare la tradizione medievale e di farne un punto di partenza per il rinnnovamento dell'arte russa.
Gli artisti del circolo, dopo aver volto le spalle ai canoni dell’arte ufficiale, si rivolsero con entusiasmo all’arte sacra e primitiva russa che però, con il passare degli anni, assunse sempre più un carattere raffinato e perfino aristocratico.
Sebbene fosse nelle intenzioni dell'anfitrione e dei suoi ospiti contribuire con le opere al riscatto morale ed alla emancipazione delle popolazioni, non vi fu mai la presunzione di risolvere con l’arte i problemi sociali.

La tenuta di Abramtsevo, attualmente adibita a parco e museo, con all'interno pregevoli costruzioni in tipico stile russo, alcuni stagni ed un bosco, divenne un ragguardevole centro per sostenere il risveglio degli stili dell'antica arte russa..
La coloritura primitivistica, ma delicata e persino nobile, che fu la tipica ambivalenza del circolo di Ambramtsevo, si ritrova nella fondazione dell’Opera Privata di Mosca voluta da Mamontov nel 1885 dove vennero eseguite le prime rappresentazioni di importanti compositori russi. Fuori dai canoni ortodossi dei Teatri Imperiali per la prima volta le scene non consistettero in generici fondali di qualche anonimo artigiano ma vennero affidati ad un artista come Victor Vasnetsov il quale vi profuse il meglio del suo talento. Il teatro divenne il punto d’incontro fra le varie arti.

Circa un ventennio dopo la principessa Marija Kladievna Teniseva (1862-1928), creò una colonia artistica nella tenuta di Talaskino presso SmoIensk, acquistata nel 1893 dal secondo marito, un finanziere ed industriale di grande ricchezza.
La principessa, che in precedenza si era dedicata al canto (aveva recitato nell’Opera Privata di Mamontov) istituì scuole aziendali e fondò un collegio d’arte a San Pietroburgo, diretto da Repin tra il 1895 e il 1898. La sua tenuta fu frequentata da artisti quali Roerich, Maljutin, Vrubel, Korovin e Golovin, per la maggior parte legati anche ad Abramsevo.
Pur interessandosi in primo luogo alla conservazione, rinascita e diffusione dell’arte e dell’artigianato contadino russi la nobildonna, al pari di Mamontov, fu attratta da William Morris e dai movimento inglese Arts and Crafts. La sua colonia artistica produsse raffinati lavori in ferro, smalti, sculture in legno e ceramiche concorrendo alla conversione dell'arte contadina in una prospera industria domestica.
Sebbene nei circoli artistici di Abramtsevo e Talaskino serpeggiasse una certa diffidenza verso i processi dell’industrializzazione, tuttavia essi ebbero il merito di stimolare e sostenere la creatività dei suoi membri contribuendo all' accrescimento ed alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.
Cenni biografici di Savva Mamontov.

Savva Mamontov nacque nel 1841 in una città siberiana che si chiamava Jalutorovsk, erede di una ricca famiglia dedita da anni al commercio e all'industria. Suo padre fu uno dei primi costruttori delle ferrovie in Russia.
Dopo aver studiato ingegneria a San Pietroburgo, suo padre lo condusse in Italia affinché si esercitasse nel commercio (gli italiani erano considerati dai russi come i più bravi ed esperti mercanti d‘Europa), ma dotato di una bella voce, iniziò a prendere lezione di canto lirico.
Dopo una buona esperienza in questo campo, un teatro lirico milanese gli propose di interpretare due opere, "Norma" e "Lucrezia Borgia", ma il progetto non poté realizzarsi perché Mamontov dovette rientrare in Russia per motivi familiari.
Dopo il suo ritorno a Mosca, si sposò ed aprì un negozio al centro della città dove vendeva seta italiana . Tornato in Italia con tutta la sua famiglia prese alloggio a Roma ove iniziò a prendere lezioni private dal famoso scultore russo Antokolskij, ottenendo ottimi risultati.
Oltre a rivelarsi un eclettico artista, dotato di grande talento, Mamontov si affermò anche nel campo del commercio e dell’industria. Fu assai attivo nell’ ambito delle costruzioni ferroviarie.
Egli consacrò la sua vita all’arte in tutte le sue forme: pittura, musica, teatro. Patrocinò tutti i progetti degli artisti che nella sua tenuta di Abramtsevo trovarono il luogo ideale per esprimere la loro creatività.
Nel 1882 fondò a Mosca il primo teatro lirico privato in Russia.
Nel 1899 subì un crollo finanziario, dovuto ad investimenti poco avveduti, perdendo tutte le sue sostanze. Fu accusato di peculato, ma in tribunale fu assolse da ogni addebito.
Mori’ nel 1918 all’eta’ di 77 anni e venne sepolto nella chiesa del Salvatore ad Abramtsevo.