
In Russia un travolgente
slancio verso il nuovo segnò la vita e le opere di numerosi artisti nei primi
decenni del ventesimo secolo.
Una pittura mai vista prima, figlia del
fervore rivoluzionario e dello slancio innovatore, impose la “tradizione della
rottura” (in Russia non esisteva la “tradizione della scoperta“) offrendo agli
artisti l'opportunità di negare tutto quanto era venuto prima. Basti pensare al
rifiuto del retaggio romantico e dell’accademismo da parte dei
"Peredvizniki"
(Itineranti o Ambulanti) o alla rigetto dei valori di costoro ad opera del
gruppo del
"Mondo
dell'arte" (Mir Iskusstva) .
I pionieri dell’arte moderna, rendendosi
conto della necessità di spiegare alla gente ed a sé stessi il significato delle
nuove creazioni, con un gran numero di manifesti, di dichiarazioni esplicative,
scritte o verbali, talora disorganiche e contraddittorie, spesso ingenue, si
sforzarono di chiarire gli strani e sorprendenti risultati delle loro ricerche e
della loro attività.

I numerosi “manifesti”, in
assenza dei quali i movimenti innovatori non sarebbero potuti nascere, formarono
la base progettuale dei movimenti.
Secondo i teorici delle avanguardie
l’artista non doveva creare una realtà mitologica cara ai simbolisti, ne il
mondo idealizzato di Van Gogh e di Gauguin, ma una “nuova realtà“. L'opera
d’arte doveva rappresentare non il mondo qual era, ma un inedito modello di
realtà che, all’interno dei vari movimenti, assunse i tratti della somiglianza
esteriore con le forme della vita ma che dalla vita desumeva leggi e principi
con cui pervenire ad una nuova oggettività.
Si instaurò la supremazia
dell’intuizione rispetto ad altri modi di conoscenza, che limitavano alla
approssimazione le probabilità di afferrare il senso della realtà.

L’intuizione stabilì invisibilmente le sue leggi e pretese di
guidare l’artista nell’esplorazione del mondo da lui stesso creato che nell’atto
creativo ne scopriva la chiave di lettura.
Gli innovatori russi, affascinati
delle contemporanee acquisizioni scientifiche e filosofiche, si inoltrarono in
un mondo sconosciuto, privo di un rapporto diretto con l’oggettività, in cui
tentarono di afferrare le immagini di una realtà virtuale, in cui fosse
possibile intravedere i segreti dell‘universo. In particolare le teorie circa il
rapporto spazio-tempo furono percepite come dei grimaldelli capaci di introdurli
nel mondo della quarta dimensione.
Alcuni di loro, inserendosi nel contesto
dei fenomeni intellettuali più innovativi dell'epoca, parvero quasi volere
assumere una veste di scienziati e di pensatori.
. Gli artisti delle
avanguardie cullarono l'illusione che le sole forze dell’arte potessero aprire
sconfinate prospettive all'attività dell’uomo, una specie di religione in cui
l’artista, equiparato al creatore, finiva per essere una personalità in possesso
dei connotati della divinità..

Poiché le teorie non
potevano, come è naturale, garantire la qualità delle realizzazioni,
l‘avanguardia non fu sempre sinonimo di qualità ne la manifestazione del genio
artistico dell’epoca, ma solamente il segno di una tendenza creativa comune,
nonostante che questa o quella corrente si illudesse di aver dato vita al più
grande evento dell’arte contemporanea.
Ciò che distinse l’avanguardia russa
dalle avanguardie occidentali fu innanzitutto lo slancio utopico, innestato in
quel paese dalla falsa impressione di poter cancellare il passato per costruire
un nuovo mondo ideale, realizzato anche attraverso l’arte.

L’essenza dell’utopia fu messa a nudo fino all’assurdo, ma nello
stesso tempo essa si fece più acuta, più perspicace, più cristallina.
L'ardente desiderio degli artisti di portare a compimento il proprio
progetto nel modo più rapido e uniforme possibile li indusse verso l’estremismo,
tanto più manifesto quanto più la ricerca artistica si distaccava dalla vita
reale. Il rovescio della medaglia di tanto fervore fu che per la più parte di
loro divenne impossibile compiere i passi successivi.

In nessun’altra parte d’Europa i movimenti dell'avanguardia ebbero
una fioritura altrettanto variegata e eclettica. In nessun’altra scuola
artistica europea vi fu l'aspirazione altrettanto ostinata di condurre a termine
un’impresa iniziata e proseguita lungo un’unica direzione di marcia.
Ma
forse la peculiarità di maggior rilevanza dei movimenti dell'avanguardia sta
nella contemporanea presenza, nella prima fase dei movimenti, di tante
personalità diverse quale non è riscontrabile in nessun'altra realtà. Basta
ricordare i nomi di qualcuno dei creatori dell’arte non figurativa -
Vasilij
Kandinskij ,
Michail
Larionov ,
Natalja
Gontcharova ,
Kasimir
Malevic ,
Vladimir
Tatlin ,
Michail
Matjusin per avvertire come fossero indipendenti uno dall’altro ognuno con
una propria concezione della creatività a cui uniformavano l'arte e la vita. Si
aggiungano ai predetti artisti i nomi di
Aristarch
Lentulov , di
Pavel
Filonov , di
Kuzma
Petrov-Vodkin , di
Marc
Chagall , di
Ilya
Mas'kov , di
Ivan
Puni , di
Lioubov
Popova , di
Olga
Rozanova , di
Alexandra
Ekster , di
Nadezda
Udal'cova , e ci si troverà in presenza di artisti che hanno fatto di ognuno
di loro il fondatore di una scuola ovvero, quando ciò non avvenne, un caposcuola
mancato.

Sperimentazione di
linguaggi e ritorno alle origini remote della propria terra, ricerca delle forme
primarie con cui esprimere visioni metafisiche ed icone contemporanee,
scomposizioni coloristiche e lirismi pittorici con cui dar voce a rinnovate
tensioni sociali, furono i linguaggi che inaugurarono l'arte russa del
Novecento, bene rappresentati dal
Neoprimitivismo
di
Michail
Larionov e di
Natalja
Gontcharova , dal
Raggismo
di Michail Larionov, dal
Suprematismo
di
Kasimir
Malevic , dal
Futurismo
di
David
Burljuk , dal
Costruttivismo
di
Vladimir
Tatlin , dall'
Unione della Gioventù di S.Pietroburgo, fino ai tardi movimenti delle
avanguardie degli anni venti.
Dal punto di vista psicologico la dicotomia tra
l’oggetto nudo (la materia) ed il nudo non-oggetto (lo spirito) sarebbe la
manifestazione di un tormento psichicò collettivo che avrebbe trovato la sua
espressione simbolica nelle opere degli anni che precedettero la catastrofe
della prima guerra mondiale.
Vi furono naturalmente anche altri fattori che
contribuirono al rigoglioso fiorire della forza creativa dell'avanguardia che si
dispiegò pienamente solo per il primi anni del ventesimo secolo allorché in
Russia, più che altrove, si crearono le condizioni adatte all'affermazione delle
varie personalità artistiche. Inoltre, alle favorevoli circostanze esterne si
sommarono le propensioni e le pulsioni interiori di artisti decisi a percorrere
una nuova strada.
Resta da chiedersi da dove derivasse tale multiforme
rigoglio in così breve tempo. Probabilmente ciò fu dovuto ad una serie di
varianti stilistiche che si raggrupparono in movimenti.
Nondimeno i
movimenti generarono un turbine di conquiste originali che favorirono la nascita
in Russia di una stagione artistica senza eguali ma che ben presto una spietata
dittatura sarebbe riuscita a soffocare.