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Galleria d'arte Spigoli di luce

Via Panisperna 238. (00184) Roma.


D. Burljuk. Ponti. Paesaggio con quattro punti di fuga (1911) In Russia un travolgente slancio verso il nuovo segnò la vita e le opere di numerosi artisti nei primi decenni del ventesimo secolo.
Una pittura mai vista prima, figlia del fervore rivoluzionario e dello slancio innovatore, impose la “tradizione della rottura” (in Russia non esisteva la “tradizione della scoperta“) offrendo agli artisti l'opportunità di negare tutto quanto era venuto prima. Basti pensare al rifiuto del retaggio romantico e dell’accademismo da parte dei
"Peredvizniki" (Itineranti o Ambulanti) o alla rigetto dei valori di costoro ad opera del gruppo del "Mondo dell'arte" (Mir Iskusstva) .
I pionieri dell’arte moderna, rendendosi conto della necessità di spiegare alla gente ed a sé stessi il significato delle nuove creazioni, con un gran numero di manifesti, di dichiarazioni esplicative, scritte o verbali, talora disorganiche e contraddittorie, spesso ingenue, si sforzarono di chiarire gli strani e sorprendenti risultati delle loro ricerche e della loro attività.
M. Larionov. Gallo. Studio raggista (1912) I numerosi “manifesti”, in assenza dei quali i movimenti innovatori non sarebbero potuti nascere, formarono la base progettuale dei movimenti.
Secondo i teorici delle avanguardie l’artista non doveva creare una realtà mitologica cara ai simbolisti, ne il mondo idealizzato di Van Gogh e di Gauguin, ma una “nuova realtà“. L'opera d’arte doveva rappresentare non il mondo qual era, ma un inedito modello di realtà che, all’interno dei vari movimenti, assunse i tratti della somiglianza esteriore con le forme della vita ma che dalla vita desumeva leggi e principi con cui pervenire ad una nuova oggettività.
Si instaurò la supremazia dell’intuizione rispetto ad altri modi di conoscenza, che limitavano alla approssimazione le probabilità di afferrare il senso della realtà.
P. Filonov. Martedi grasso (1913) L’intuizione stabilì invisibilmente le sue leggi e pretese di guidare l’artista nell’esplorazione del mondo da lui stesso creato che nell’atto creativo ne scopriva la chiave di lettura.
Gli innovatori russi, affascinati delle contemporanee acquisizioni scientifiche e filosofiche, si inoltrarono in un mondo sconosciuto, privo di un rapporto diretto con l’oggettività, in cui tentarono di afferrare le immagini di una realtà virtuale, in cui fosse possibile intravedere i segreti dell‘universo. In particolare le teorie circa il rapporto spazio-tempo furono percepite come dei grimaldelli capaci di introdurli nel mondo della quarta dimensione.
Alcuni di loro, inserendosi nel contesto dei fenomeni intellettuali più innovativi dell'epoca, parvero quasi volere assumere una veste di scienziati e di pensatori.
. Gli artisti delle avanguardie cullarono l'illusione che le sole forze dell’arte potessero aprire sconfinate prospettive all'attività dell’uomo, una specie di religione in cui l’artista, equiparato al creatore, finiva per essere una personalità in possesso dei connotati della divinità..
N Gontcharova. Ornamento elettrico (1914) Poiché le teorie non potevano, come è naturale, garantire la qualità delle realizzazioni, l‘avanguardia non fu sempre sinonimo di qualità ne la manifestazione del genio artistico dell’epoca, ma solamente il segno di una tendenza creativa comune, nonostante che questa o quella corrente si illudesse di aver dato vita al più grande evento dell’arte contemporanea.
Ciò che distinse l’avanguardia russa dalle avanguardie occidentali fu innanzitutto lo slancio utopico, innestato in quel paese dalla falsa impressione di poter cancellare il passato per costruire un nuovo mondo ideale, realizzato anche attraverso l’arte. K. Malevic. Suprematismo (1915) L’essenza dell’utopia fu messa a nudo fino all’assurdo, ma nello stesso tempo essa si fece più acuta, più perspicace, più cristallina.
L'ardente desiderio degli artisti di portare a compimento il proprio progetto nel modo più rapido e uniforme possibile li indusse verso l’estremismo, tanto più manifesto quanto più la ricerca artistica si distaccava dalla vita reale. Il rovescio della medaglia di tanto fervore fu che per la più parte di loro divenne impossibile compiere i passi successivi.
W. Tatlin. Tavola n1 (1916) In nessun’altra parte d’Europa i movimenti dell'avanguardia ebbero una fioritura altrettanto variegata e eclettica. In nessun’altra scuola artistica europea vi fu l'aspirazione altrettanto ostinata di condurre a termine un’impresa iniziata e proseguita lungo un’unica direzione di marcia.
Ma forse la peculiarità di maggior rilevanza dei movimenti dell'avanguardia sta nella contemporanea presenza, nella prima fase dei movimenti, di tante personalità diverse quale non è riscontrabile in nessun'altra realtà. Basta ricordare i nomi di qualcuno dei creatori dell’arte non figurativa - Vasilij Kandinskij , Michail Larionov , Natalja Gontcharova , Kasimir Malevic , Vladimir Tatlin , Michail Matjusin per avvertire come fossero indipendenti uno dall’altro ognuno con una propria concezione della creatività a cui uniformavano l'arte e la vita. Si aggiungano ai predetti artisti i nomi di Aristarch Lentulov , di Pavel Filonov , di Kuzma Petrov-Vodkin , di Marc Chagall , di Ilya Mas'kov , di Ivan Puni , di Lioubov Popova , di Olga Rozanova , di Alexandra Ekster , di Nadezda Udal'cova , e ci si troverà in presenza di artisti che hanno fatto di ognuno di loro il fondatore di una scuola ovvero, quando ciò non avvenne, un caposcuola mancato.
L. Popova Costruzione architettonica della pittura (1918) Sperimentazione di linguaggi e ritorno alle origini remote della propria terra, ricerca delle forme primarie con cui esprimere visioni metafisiche ed icone contemporanee, scomposizioni coloristiche e lirismi pittorici con cui dar voce a rinnovate tensioni sociali, furono i linguaggi che inaugurarono l'arte russa del Novecento, bene rappresentati dal Neoprimitivismo di Michail Larionov e di Natalja Gontcharova , dal Raggismo di Michail Larionov, dal Suprematismo di Kasimir Malevic , dal Futurismo di David Burljuk , dal Costruttivismo di Vladimir Tatlin , dall' Unione della Gioventù di S.Pietroburgo, fino ai tardi movimenti delle avanguardie degli anni venti.
Dal punto di vista psicologico la dicotomia tra l’oggetto nudo (la materia) ed il nudo non-oggetto (lo spirito) sarebbe la manifestazione di un tormento psichicò collettivo che avrebbe trovato la sua espressione simbolica nelle opere degli anni che precedettero la catastrofe della prima guerra mondiale.
Vi furono naturalmente anche altri fattori che contribuirono al rigoglioso fiorire della forza creativa dell'avanguardia che si dispiegò pienamente solo per il primi anni del ventesimo secolo allorché in Russia, più che altrove, si crearono le condizioni adatte all'affermazione delle varie personalità artistiche. Inoltre, alle favorevoli circostanze esterne si sommarono le propensioni e le pulsioni interiori di artisti decisi a percorrere una nuova strada.
Resta da chiedersi da dove derivasse tale multiforme rigoglio in così breve tempo. Probabilmente ciò fu dovuto ad una serie di varianti stilistiche che si raggrupparono in movimenti.
Nondimeno i movimenti generarono un turbine di conquiste originali che favorirono la nascita in Russia di una stagione artistica senza eguali ma che ben presto una spietata dittatura sarebbe riuscita a soffocare.