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Galleria d'arte Spigoli di luce

Via Panisperna 238. (00184) Roma.


Vassilij Kandinskij. Il cavaliere azzurro. (1903) Nel 1911 Vassilij Kandinskij e Franz Marc crearono a Monaco di Baviera il movimento Der Blaue Reiter che riunì un sodalizio di pittori i quali, dopo l'esperienza del Neue Kunstlervereinigung, si erano riproposti di innovare il linguaggio artistico.
I due fondatori diedero alle stampe un almanacco "Der Blaue Reiter", a cui collaborarono anche il pittore A. Macke ed il musicista A. Schönberg, che conteneva vari saggi sulla pittura e la musica contemporanea.  Vassilij Kandinskij. Improvvisazione. (1909) Tra i temi toccati vi erano la pittura “fauve”, quella di Delaunay, l’arte popolare e primitiva, interessi che convergevano verso il rifiuto dell’arte tradizionale e l’affermazione di un radicale soggettivismo. L'almanacco ed il libro di Kandinskij "Lo spirituale nell'arte", pubblicato nello stesso anno, divennero i due testi teorici del gruppo al quale aderirono, partecipando alle due mostre del 1912 e 1914, tra gli altri H. Rousseau, R. Delaunay, i fratelli Burlijuk, N. Goncarova, K. Malevic H. Harp, A. Bloch, G. Braque, A. Derain, A. Derain, E. Heckel, E.L. Kirchner, P. Klee, E. Nolde, P. Picasso, A Kubin.  Vassilij Kandinskij. Improvvisazione XIV. (1910) Nel 1914, lo scoppio del primo conflitto mondiale provocò la dispersione del gruppo.
Al contrario dell’espressionismo psicologico tedesco del movimento Die Brücke che si proponeva di giungere alla comunicazione immediata dei sentimenti attraverso un linguaggio esasperato e polemico, basato sulla vistosa deformazione della realtà, l’espressionismo astratto del Blaue Reiter  August Macke. Balletto russo. (1912) cercava di trovare e ripercorrere le maniere espressive dell’ingenuità dell'infanzia, dei primitivi, degli alienati e dei naif come manifestazioni di un rapporto non mediato con lo spirito della natura.
In una direzione spiritualistica, antinaturalistica ed antifigurativa, gli artisti del gruppo, aperti ai valori dell'istinto e della naturalità, praticarono un'arte, essenziale espressione di contenuti interiori, di ricerca delle affinità tra musica e pittura, o meglio, della "musicalità dei colori necessaria perché l'arte diventi astratta" (Kandinskj).
 Franz Mark. Der Blaue Reiter. (1913) La tendenza all'astrazione era vista non come possibilità di allontanarsi dal reale, ma di immedesimarsi nell’io, ritrovando un contatto profondo con la realtà: veniva in questi termini riproposta la necessità di attuare un rinnovamento dell'arte con il presupposto che l’intuizione fosse superiore alla ragione.
Per questa via il Blaue Reiter influì sul Bauhaus e su tutta l'ulteriore evoluzione dell'astrattismo.  August Macke.Casa Helles. (1914) Non a caso molti degli artisti che aderirono a Der Blau Reiter, tutti di derivazione romantica, si esprimevano in un linguaggio vigorosamente soggettivo, con una visione del reale lontana dalla percezione ottica, con l'esigenza di introdurre nella proprie creazioni il diverso, l’inusuale al fine di oltrepassare i canoni dominanti dell’arte figurativa.
L'arte non doveva rappresentare nulla ma soltanto far vibrare l'anima attraverso la fusione di suono e colore.
Gli artisti del Blaue Reiter affermarono una concezione totalmente nuova dell'arte come linguaggio universale che non conosce confini, né imposizioni, né stili.
Gli espressionisti del Blaue Reiter rientrano in una poetica della protesta e dell'evasione che fu una caratteristica dell'epoca, una fuga tesa al di fuori di sé, al recupero di una purezza originaria insita nella natura, ma rivolta unicamente alla propria interiorità.