
Vicktor Borisson_Mussatov nacque a Saraton nel 1870. Suo padre era un piccolo funzionario delle ferrovie che proveniva da una famiglia di servi della gleba.
Nell'infanzia Vicktor ebbe una lesione della colonna dorsale che lo rese curvo per il resto della sua vita.
Nel 1884 fu ammesso alla Scuola reale di Saraton ove il suo talento artistico fu notato da Fedor Vasiliev e Konovalov.
Nel 1890 si iscrisse alla Scuola di pittura, scultura ed architettura di Mosca e l'anno successivo si trasferì a S. Pietroburgo a frequentare i corsi dell'Accademia delle Belle Arti sotto la guida di Pavel Tchistiakov. Ma il clima umido di S. Pietroburgo, disdicevole alla sua salute, lo costrinse a far ritorno a Mosca nel 1893 ove si iscrisse nuovamente alla Scuola di pittura, scultura ed architettura.

Dal 1893 partecipò a varie mostre organizzate dall'Associazione degli artisti di Mosca.
I suoi primi lavori, come Fiori di maggio del 1894, ritenuti decadenti e criticati dalla direzione della scuola perché ritenuti decadenti con la motivazione che non era facile distinguere le immagini delle fanciulle tra gli alberi di mele, furono invece apprezzati dagli altri artisti, che presero a considerarlo il capofila di un nuovo movimento.
Nel 1895 partecipò a mostre nel Caucaso ed in Crimea.

Alla fine dello stesso anno si recò a studiare alla scuola di Fernand Cormon a Parigi. Durante i tre anni del suo soggiorno in Francia rimase ammaliato dai dipinti pieni di lirismo e di nostalgia del padre del simbolismo francese Puvis de Chavanne. Egli si allontanò dall’impressionismo per crearsi uno stile personale vicino ai Nabis francesi Bonnard, Vuillard e Denis.
Nel 1898, di ritorno in Russia, iniziò a dipingere il mondo fiabesco della nobiltà del XIX° secolo. I suoi dipinti rappresentano in parte i parchi e le ville di campagna delle proprietà del principe Prozorvky-Galitzines ed in parte erano frutto della sua immaginazione.

Borissov-Mussatov abbandonò la pittura ad olio a favore della tempera mista, dell'acquarello e del pastello, tecniche che riteneva più idonee a rendere apprezzabili i sottili effetti cromatici che egli si sforzava di ottenere.
Nonostante la vicinanza ideale al gruppo pietroburghese “Unione della Gioventù” non ne condivise mai l’ironica raffinatezza. L'apparente semplicità delle sue opere era sorretta da alte qualità artistiche delle quali furono costretti ad accorgersi ed a riconoscersi, sia pur tardivamente, gli artisti del “Mondo dell’arte”.
Dal 1894 Borissov-Mussatov si trasferì prima a Podolsk e poi Tarusa.
Nel 1904 l'artista tenne delle mostre personali di grande successo in numerose città della Germania e nella primavera del 1905 espose a Parigi al Salon de la Société des Artistes Française e divenne membro di quella Società.
L'ultimo suo dipinto finito fu "Requiem", dedicato alla memoria di Nadezhda Staniukovich, sua intima amica che segnò la svolta dell'artista verso lo stile neoclassico.

Borisson-Mussatov morì il 26 ottobre 1905 per un attacco cardiaco e fu sepolto sulla sponda del fiume Oka vicino Tarusa. Sulla sua tomba fu posta una scultura che rappresenta il giovane Vicktor dormiente, opera di un seguace di Alexander Matyeyev.
Due sue mostre postume furono allestite a Mosca nel 1907 e nel 1917.
I suoi quadri dipinti su tela grezza, sovente di soggetto fantastico, si caratterizzano soprattutto per la forma vaga dei contorni e per i colori soffusi. La sua tavolozza si fonda sulle combinazioni armoniose dei blu e dei verdi, pratica tipicamente simbolista.

Sebbene si possano riconoscere la scena ed i personaggi, l'immagine rappresentata è ben lontana dalla realtà: è un sogno, una fantasticheria su un armonioso passato purtroppo scomparso.
In tutte le sue opere della maturità si percepisce una sorta di elegiaca melanconia che si armonizza perfettamente con una certa tensione derivata dal pensiero simbolista. I dipinti fatti sovente di paesaggi naturali come aiole, filari di alberi, specchi d’acqua, visitati da enigmatiche figure di dame, le cui pose suggeriscono piuttosto interessi ultraterreni e da eleganti cavalieri, rivestiti con leggiadri costumi di tempi passati, traducono un sogno idilliaco di felicità e riescono a trasmettere all’osservatore una sensazione di pace ed armonia.

Borissov-Mussatov non fu il pittore del tempo passato ma un geniale rappresentante di un’estetica simbolista improntata ad un “retrospettivismo” sognante che superava il sistema pittorico dell’impressionismo e che era la sintesi tra il passato e le suggestioni stilistiche della modernità.
Questo artista dalla breve esistenza può considerarsi, dopo Vrubel, la personalità più interessante della pittura russa dell’epoca che ha lasciato una profonda impronta sull'arte russa. Secondo Camilla Gray egli avrebbe conciliato il colore moscovita con la linearità di Pietroburgo.
La sua opera creatrice ha influenzato gli artisti della "Rosa azzurra" ed è stata un importante fonte di ispirazione per pittori come P.Kuznetzov, K.Petrov-Vodkin, N.Krymov e di molti altri.