
Eliezer o Elizar Lisickij nacque il 10 novembre 1890 a Pochinok, vicino a Smolensk, Russia. Non potendo studiare a S. Pietroburgo perché ebreo, ebbe una formazione culturale europea a Darmstadt, in Germania, ove iniziò a frequentare la facoltà di architettura .
Dal 1909 compì lunghi viaggi attraverso l'Europa.
Nel 1914, all'inizio del primo conflitto mondiale, fece ritorno in Russia ove completò i suoi studi universitari e si laureò nell'università di Mosca. In patria illustrò libri per l'infanzia in stile cubofuturista.
Nel 1919 Marc Chagall lo nominò professore nella scuola rivoluzionaria d’arte di Vitebsk ove incontrò Kasimir Malevich anche lui chiamato ad insegnare nello stesso istituto.
El Lisickij fu grandemente influenzato dal fondatore del movimento suprematista, che difendeva la supremazia della forma geometrica pura sulla rappresentazione.

A Vitebsk iniziò a lavorare ad una serie di dipinti geometrici astratti che chiamo “Proun” (un acronimo per “Progetto per l’affermazione del nuovo”) che egli definì con queste parole: “Noi chiamiamo proun la costruzione di una nuova forma; il quadro inteso come icona per il borghese è morto. L’artista da riproduttore si è trasformato in costruttore di un nuovo universo di oggetti“.
Nel 1920 si avvicinò a Tatlin ed aderì al Costruttivismo: quei dipinti divennero il maggiore contributo artistico al movimento del Costruttivismo.
Nel 1921 divenne professore nella scuola statale d’arte di Mosca, ma quando il Governo sovietico iniziò ad osteggiare l’arte moderna, alla fine di quello stesso anno abbandonò il suo paese e si trasferì in Germania ove incontrò a Berlino l’artista disegnatore László Moholy-Nagy, insegnante alla Bauhaus ,che divulgo le idee di EI Lisickij nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti.

El Lisickij fu tramite ed intermediario in Europa dell’arte astratta russa agendo con uguale forza sulla Bauhaus tedesca e sullo Stijl olandese già orientati verso analoghe finalità.
Nel 1922 presso lo Stijl olandese pubblicò il “Manifesto”, redatto nel 1920 a Mosca, per la sua definizione “proun” nell’arte e nello stesso anno la sequenza di composizioni astratte intitolate “I due quadrati”.
Diresse con Ilja Ehrenburg la rivista internazionale d’arte “Vesch” (L’oggetto) nella quale nel 1923 pubblicò una sua conferenza sulla giovane arte sovietica, tenuta a Berlino, Rotterdam, Utrecht e all’Aia; in quella occasione entrò a far parte del movimento astrattista “De Stijl”.
Nel 1924, ammalato di tubercolosi, fu costretto al ricovero al sanatorio di Locarno, da dove collaborò al “Merz“ dadaista ed alla rivista “ABC“ da lui stesso fondata con l‘olandese Mart Stam e lo svizzero Hans Schmidt.

Nel 1925 pubblicò a Zurigo il libro “Gli ismi nell’arte” e nel 1926, lasciata, pur non guarito, la casa di cura svizzera, si stabilì ad Hannover ove progettò per il Landesmus l’allestimento ‘costruttivista’ della "Sala dei Moderni", distrutta più tardi dai nazisti come "arte degenerata".
Nell’inverno 1928-1929 fece ritorno a Mosca dove, pur continuando a dipingere, si occupò principalmente di architettura, teatro, cinema, fotografia, progettazione industriale, allestimenti di mostre, continuando ad essere, pur sempre fedele al programma tatliniano, una grande forza innovativa.
Morì di tubercolosi a Mosca il 30 dicembre 1941.
El Lisickij fu un pioniere dell’arte non-rappresentativa dell’inizio del XX° secolo. Egli tentò di armonizzare il suprematismo con l'aspirazione costruttivista, in una attività composita che comprendeva pittura, grafica, architettura, design, manifesti libri.
Il genere principale nel quale maggiormente si impegnò, il proun, rimase sostanzialmente entro i confini del quadro da cavalletto, compatibile con i dipinti di Malevic, Kljun e Rodcenko, ma diversamente dalle opere bidimensionali di Malevic portò sulla tela e sulla carta assonometrie tridimensionali frutto della sua formazione di architetto.
Le sue innovazioni in tipografia, pubblicità e nelle mostre di disegni nonché i suoi esperimenti nelle costruzioni spaziali e nell’ideazione di nuove tecniche per esporre e stampare fotomontaggi ebbero una grande rilevanza in Europa Occidentale.