
Robert Falk nacque a Mosca nel 1886.
Dal 1903 al 1904 studiò arte negli studi privati di Konstantin Yuon ed Ilya Mashkov e dal 1905 al 1909 alla Scuola di Pittura scultura ed architettura con Konstantin Korovin e Valentin Serov.
Nel 1910 fu tra i fondatori ed attivissimo partecipante del gruppo Fante di Quadri.
Nel 1911 e nel 1912 partecipò alle mostre “Facce di bronzo”, frutto della collaborazione di Larionov e dei fratelli Burlijuk, che rappresentavano la sintesi delle ricerche delle avanguardie russe.
In quella fase della sua attività non aveva ancora definito un suo stile: il «Paesaggio con cane» e «Il commerciante di abiti vecchi’>, entrambi del 1910, rivelano affinità con l’opera della Gontcharova e con il Neoprimitivismo, mentre la «Natura morta con tovaglia bianca» (1914) spiega perché fu definito un «Cézannista». La verità è che Falk impiegò molti anni per pervenire all’eccezionale finezza del suo stile.
Dopo aver subito l’influenza di Matisse l’artista trovò la propria via attraverso una lunga meditazione sui testi di Paul Cézanne e Kuzma Petrov-Vodkin.
Dal 1918 e 1928 Falk insegnò al VKhUTEMAS (Laboratorio superiore di Stato artistico e tecnico).
Nel 1928, con il pretesto di un breve viaggio si recò in Francia ma vi rimase per dieci anni lavorando a Parigi sino al suo ritorno in patria nel 1938.
Al termine del lungo soggiorno nella capitale francese la sua arte raggiunse una tale semplicità, una tale austerità di stile che i suoi dipinti, pur raffigurando sovente un semplice piatto, una tovaglia, qualche mela o altri frutti, contengono una fantasmagoria di colori, per quanto misurati e delicati, che li accomuna alla musica.
Altra caratteristica distintiva delle sue opere è rappresentata dalla scultura delle forme ottenuta mediante l’impiego di molti strati di vernici differenti.
Sino alla sua morte lavorò a Mosca, per la maggior parte del tempo in solitudine. In quel periodo i suoi lavori furono improntati allo stile neo impressionista con caratteristici colori bianco su bianco (non molto diversi da quelli del suo maestro Valentin Serov).
Falk aspirò in primo luogo all’efficacia espressiva dell’intera superficie pittorica, tanto che la linea e in una certa misura la forma scompaiono in mezzo alla miriade di sottilissime pennellate.
Ciascun dipinto comunica un senso di profondità conquistata a fatica e una sapienza coinvolgente.
Durante il disgelo kushcioviano divenne popolare tra i giovani pittori che lo ritenevano la principale personalità di collegamento tra la tradizione russa e la Francia moderna dell'inizio del XX° secolo e tra l'avanguardia russa delle rivoluzioni e l'avanguardia russa del 1960.
Falk morì a Mosca nel 1958.