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Galleria d'arte Spigoli di luce

Via Panisperna 238. (00184) Roma.


Vasilij Polenov Cortiletto a Mosca (1878) Sebbene venga tradizionalmente identificata come una corrente pittorica sviluppatasi in Francia dagli anni sessanta ed ottanta del XIX° secolo l'impressionismo, come è noto, si diffuse in diversi paesi europei e americani.
Attratti dal naturalismo di Courbet gli impressionisti francesi furono accomunati dalla ricerca di una pittura naturalistica ed antiaccademica. Pur non avendo avuto un solido impianto teorico, comune fu il loro impegno a lavorare en plein air, come già avevano fatto i pittori di Barbizon, in opposizione al consueto modo di dipingere all'interno di uno studio.
Secondo i loro convincimenti l'occhio, qualunque ne fosse il soggetto, era in grado di percepire un'infinita gamma di colori che mutavano continuamente con il variare della luce. Dalla cognizione delle innumerevoli possibilità cromatiche derivò l'uso dei colori complementari a cui conseguì una grande luminosità dell'immagine.
Archip Kuindzi Il Dnepr al mattino (1880) Il colore, che in precedenza E. Delacroix aveva identificato come l'elemento costitutivo del quadro, divenne il protagonista di una nuova realtà, distinta da quella naturale e legata unicamente alle emozioni dell'artista. Inoltre lo studio delle stampe giapponesi mostrò quali possibilità di sintesi si potessero ottenere con la stilizzazione della linea e degli stessi colori.
L’Impressionismo rappresentò dunque un nuovo modo di vedere e rappresentare la realtà.
Dopo la relativa xenofobia e il conservatorismo isolato dei peredvizniki (e di Mir Iskusstva, di cui molti suoi membri non amavano l’arte francese contemporanea), le giovani generazioni soprattutto quelle che avevano soggiornato in Francia e studiato presso le botteghe e le accademie parigine non si sottrassero all'influenza dell'impressionismo che accolsero ma anche modificarono sulla base della loro personale sensibilità e cultura.
Pur se qualche maestro della precedente generazione dei peredvizniki, per rendere più attraenti le sue opere e con il proponimento di avvicinare maggiormente l'arte all'uomo, aveva iniziato a misurarsi con la luce, non vi fu la consapevolezza che si trattava di un nuovo modo di intendere l'arte furono gli artisti rientrati dalla Francia a far conoscere ai loro concittadini le clamorose innovazioni intervenute nel panorama artistico occidentale.
Stanislav Zukovskij Primavera (1911) Un altro importante contributo al diffondersi delle nuove conquiste nel campo delle arti plastiche venne dal grande collezionismo.
Verso la fine dell’Ottocento, quando si esaurì il mecenatismo dei milionari fattisi da sé, Tretjakov, Tsvetkov, Mamontov ed il principe Tenisev, comparve una nuova generazione di ricchi e generosi collezionisti in testa ai quali figurano il principe Sergei Scukin (1854-1937) e il grande industriale Ivan Morozov (1874-1921) diversi dai loro predecessori in quanto erano collezionisti-investitori che non temevano di assumersi rischi nel campo della pittura moderna.
Il principe Scukin e Morozov, che nei loro viaggi a Parigi avevano riportato a Mosca più di 350 quadri impressionisti e post-impressionisti, un’impresa che ricorda da vicino i "colpi" di Caterina la Grande, aprirono le porte delle loro grandi dimore ad artisti, studiosi ed appassionati, ofrendo loro l'opportunità di conoscere, attraverso le loro magnifiche raccolte d'arte, la pittura moderna in quantità e in condizioni che non avevano l’uguale in alcun altro paese europeo.
Valentin Serov Stagno con vegetazione rigogliosa (1888) Non meno importanti, anche se talvolta tenute in minore considerazione dagli storici dell'arte, furono le varie mostre dell'arte francese moderna in Russia. Una delle più famose fu quella tenutasi a Mosca nel 1891, in cui Vasilij Kandinskij poté ammirare uno dei «Covoni» di Monet e ne rimase incantato.
Si avviò quindi un processo educativo, non dissimile ma in senso inverso da quanto si era verificato nel Settecento, quando illustri artisti occidentali, che avevano soggiornato in Russia, trasmisero ai nativi stili e tecniche nuovi.
L'impressionismo russo, che in precedenza era stato un aspetto marginale del realismo, divenne una corrente artistica autonoma con una sua propria etica ed estetica, i cui padri furono Vasiliev, Serov e Grabar, che pur mantenendo i tratti comuni di quello europeo, li plasmò attraverso il suo carattere nazionale, generando un'interessante fusione della tradizione con la modernità.
 Konstantin Korovin Sulla costa di un nero mare (1890) L'impianto pittorico degli impressionisti fu caratterizzato da un modo impulsivo di dipingere, dalla schiettezza e dalla libertà dell’esecuzione, da una tavolozza fatta di colori chiari, dalla frammentazione degli stessi, dalla pennellata libera, dal gioco delle luci e delle ombre. Essi andarono oltre le questioni esclusivamente plastiche e tecniche: i loro soggetti riguardarono prevalentemente i vari aspetti della quotidianità.
Il nuovo modo di dipingere conquistò sia gli artisti del realismo che quelli che più tardi diverranno i protagonisti del cubismo e del futurismo.
Il primo artista che riuscì ad introdurre in Russia la pittura en plein air fu Vasilij Polenov (1844-1927) che aveva apprezzato durante il periodo di studio in Francia ove si era trasferito con Ilja Repin che attinse pure lui a piene mani alla vivacità ed alla chiarezza dell'impressionismo nonché ai metodi compositivi di Degas .
Gli studi dei paesaggi e dei vasti cieli ucraini di Archip Kuindzi (1841-1910), affidano il loro effetto ad un intenso contrasto tra luci ed ombre che lo avvicinano all' impressionismo, che l'artista aveva ben conosciuto in Francia. Tali elementi si rilevano anche nelle ultime opere di Vladimir Makovskij (1846-1920).
 Isaac levitan Autunno d'oro (1895) Sergej Vinogradov (1869-1938), allievo di Polenov, e Stanislav Zukovskij (1873-1944) ricorsero nei loro lavori ad una tavolozza vivace di chiara derivazione impressionista.
Isaak Levitan (1860-1910) oltre alla tavolozza fece proprie le tecniche (in particolare l'efficacia della preparazione del fondo e la forza del tratto fremente) degli impressionisti che aveva conosciuto ed ammirato a Parigi nel 1889. L'artista eseguì numerosi studi di paesaggi all'imbrunire e nella delicata luce autunnale che ricordano Monet.
Valentin Serov (1865-1911) come Levitan dimostrò che la pittura del paesaggio poteva fare a meno del melensaggine degli ambulanti e che l'adozione delle tecniche concepite in occidente, in special modo l'uso vivace, minuzioso e sottile del colore, di chiara derivazione impressionista, concorrevano a rafforzare gli stili della pittura russa. .
Konstantin Korovin (1861-1939) abbracciò con convinzione i metodi pittorici, lo stile cromatico ed il tratto ampio e vigoroso dell'impressionismo ed anche Malevich, (1878-1935) ricreò atmosfere impressioniste nella sua opera, facendone una tappa significativa del suo percorso artistico.
La nuova maniera di intendere l'arte si diffuse sia tra gli artisti del realismo che tra quelli che più tardi diverranno i protagonisti della grande stagione delle avanguardie.
La stagione pittorica dell'impressionismo rappresentò una pietra miliare nella evoluzione dell'arte moderna russa.