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Galleria d'arte Spigoli di luce

Via Panisperna 238. (00184) Roma.


Boris Kustodiev. Autoritratto (1912) Boris Mikhailovich Kustodiev nacque ad Astrakan nel 1878. Suo padre, un insegnante, morì giovane e tutte le difficoltà materiali ricaddero sulle spalle della sua madre.
La sua famiglia affittò una piccola ala nella casa di un ricco commerciante. fu qui che si formarono le prime idee sul modo di vivere della classe mercantile della provincia.
L'interesse del ragazzo per il disegno si manifestò molto precocemente. Una mostra di Peredvizhniki (artisti di strada) che visitò nel 1887, dove osservò per la prima voltai dipinti degli artisti realisti, gli fece una grande impressione e lo spinse a seguirne le orme.
Malgrado le difficoltà finanziarie, sua madre lo mandò a lezioni da A. Vlasovun, un artista ed insegnante del luogo, di cui Kustodiev conservò sempre un gradevole ricordo.
Nel 1896 si recò a S. Pietroburgo ove frequentò l'Accademia delle Arti presso il maestro Il'ja Repin. Egli si applicò molto attentamente allo studio dalla natura, sforzandosi di imitarne i colori.
Boris Kustodiev. Mosca 1905 Allorché Repin fu incaricato di dipingere una grande tela per commemorare il centesimo anniversario del Consiglio di Stato, prese Kustodiev come suo collaboratore. Il lavoro era moltissimo ed avrebbe comportato molti giorni di duro impegno.
Il giovane artista fece uno studio approfondito dei modelli per le figure da trasporre sulla tela e che lo spinse a penetrare il mondo complesso dell'anima umana. Contemporaneamente eseguì una serie dei ritratti di alcuni coetanei che considerava i suoi compagni spirituali.
Dopo il diploma ottennne una borsa di studio per perfezionarsi all'estero cosicché nel 1903 partì per la Francia e la Spagna ove studiò con grande interesse ed entusiasmo i tesori dell'arte d'Europa occidentale presso i musei di Parigi e di Madrid. Durante la sua permanenza in Europa dipinse una delle sue tele più liriche, il "Mattino" (1904), che soffuse di luce ed aria e che può considerarsi un inno alla maternità ed alle semplici gioie umane.
Cinque mesi dopo fece ritorno in Russia. Pieno di entusiasmo scrisse al suo amico Mate che era finalmente tornato "nella nostra benedetta terra russa".
Boris Kustodiev. Odalisca (1914) Nel 1905 Kustodied lavorò come illustratore di libri un genere nel quale lavorò per tutta la vita. Egli illustrò molte opere della letteratura classica russa come "Le anime morte" di Gogol , "La carrozza" e "Il soprabito" di Lermontov e continuò a dipingere ritratti dalle fisionomie fortemente caratterizzati.
Gli eventi rivoluzionari del 1905, che scossero i fondamenti della società russa, lasciarono una profonda traccia nell'animo dell'artista. Egli eseguì crude caricature di eminenti funzionari zaristi come Ignatiev, Pobedonostsev e Dubasov per i giornali satirici "Spauracchio" e "Posta infernale" e per la prima volta raffigurò un capo rivoluzionario insieme ad un gruppo di lavoratori.
Nel 1906, la sconfitta della rivoluzione che lo aveva profondamente addolorato gli ispirò le opere "Riunione alla fabbrica Putilovsky", "Lo sciopero", "Dimostrazione", "La fabbrica Putilovsky" (1906) in cui gli operai che lottano duramente contro la tirannide.
Boris Kustodiev. Il mercato (1916) Il suo quadro "Mosca" è un allegoria della repressione crudele dei moti di dicembre mentre nel dipinto "Febbraio" eseguito dopo la repressione dei tumulti popolari, sono rapresentate crude scene della violenza contro i dimostranti.
Nello stesso anno Kustodied dipinse anche "Il mercato" in cui una folla variopinta è vista girare disordinatamente intorno ai tendoni dei venditori. La combinazione di colori luminosi conferisce una ornamentalità non diversa dalle stampe popolari dell'epoca.
Kustodiev fu attratto dal tema dei festival e delle feste paesane, dalla loro giocosità, spontaneità e dal rozzo umorismo della gente che ritrasse nelle tele "Festival del villaggio" (1907) e nella "Festa sul Volga* (1909), Questi soggetti divennero veramente popolari sia in Russia che all'estero.
Nel 1909 l'artista fu insignito del titolo di Accademico dell'arte. Egli continuò a lavorare intensamente ma una grave malattia, la tubercolosi della colonna vertebrale, richiese il ricovero in una casa di cura. Su consiglio dei medici andò a curarsi in Svizzera ove rimase un anno.
Boris Kustodiev. Febbraio 1917 Nonostante soffrisse per la lontananza dalla patria, i temi russi continuarono a fornirgli l'ispirazione per i suoi lavori.
Nel 1911 disegnò con successo le scene per "Un cuore ardente" di Ostrovsky. Nel 1913 creò le scene ed i costumi per "La morte di Pazukhin" nel Teatro dell'arte di Mosca. La sua creatività si appalesò soprattutto negli spettacoli di Ostrovsky "E' una faccenda di famigla", "Un colpo di fortuna", "Lupi e pecore" e "La tempesta".
Nel 1912 dipinse Donne mercanti (Merchant Women) in cui realtà e fantasia, bellezza genuina e imitazione, sono ottimanente fusi. Ben vestite, solenni nella figura ed in buona salute le donne mercanti sono ritratte mentre conversano tranquillamente nella piazza del mercato. I loro vestiti di seta scintillano di tutti i colori dell'arcobaleno ed i loro scialli dipinti sono ravvivati da colori sinuosi mentre le splendide insegne sopra le bancarelle sembrano sottolineare ciò che si svolge nella parte sottostante. A distanza sono chiaramente visibili una chiesa rossa con cupole dorate ed una torre dell'orologio imbiancata dalla neve.
Boris Kustodiev. La moglie del mercante (1918) Sebbene la sua malattia si fosse progressivamente aggravata le sue opere rimandano immagini radiose ed ottimiste. Nel quadro "Locanda di Mosca" i vetturini di Mosca siedono intorno alle loro tazze da té con grande solennità e serietà. Un fonografo sta girando,un gatto fa le fusa e un cameriere schiaccia un pisolino su una sedia.
Gli abitanti e la vita delle città di provincia furono i principali soggetti della pittura di genere di Kustodiev di quel periodo. Il suo talento risalta particolarmente in tre dipinti in cui ha cercato di raffigurare immagini affascinanti di bellezza femminile: "La moglie del mercante" (1915), "La fanciulla sul Volga" (1915) e "La bellezza (1915).
Nella "Moglie del mercante" c'è un'accattivante immagine di una donna russa dalla bellezza prorompente e florida. I luminosi gialli, rosa e blu degli sfondi pongono in risalto la tonalità bruno-rossastra della veste e dello scialle fiorato e tutto si fonde insieme al luminoso bouquet.
Il dipinto intitolato "La bellezza" non può mancare di attrarre l'attenzione di chi l'osserva. C'è un grande fascino e grazia nel ritratto di una donna paffuta dalla bella capigliatura seduta su una cassa. La sua posizione divertente e scomoda insieme alla ingenua e casta purezza del suo viso fornisce una sensazione di leggiadria e gentilezza.
Boris Kustodiev. Venere russa (1926) L'artista ritrasse anche Massimo Gorky, che era un suo appassionato ammiratore.
Inoltre riprese a dipingere il mondo delle piccole città di provincia ed il tema delle festività popolari come nella "Cittadina" (1915), "Auguri pasquali" (1916) e l'eccellente "Shrovetide".
Nonostante che le sue gambe fossero completamente paralizzate Kustodiev continuò lo stesso a lavorare. I temi della contemporaneità divennero la base della sua attività in vari campi quali le illustrazioni dei calendari, le copertine dei libri e le immagini che campeggiavano nelle strade. Le sue copertine per i giornali "Campo rosso" e "Panorama rosso" attrassero l'attenzione dei lettori per la vivacità e sottigliezza dei loro contenuti.
Kustodiev corredò con alcune litografie i lavori di Nikolai Nekrasov. Le illustrazioni per le storie di Leskov "Il rammendatore" e "Lady Macbeth del distretto di Mtsensk" rappresentarono una pietra miliare nel panorama del libro russo per la perfetta aderenza al significato degli scritti.
La morte sopraggiunse improvvisamente nel 1927.
Kustodiev merita un posto d'onore fra artisti che precedettero le avanguardie. Eccellente pittore, fu un maestro nell'arte del ritratto psicologico e come illustratore di libri. Il suo talento si profuse soprattutto nei temi dalla vita della sua gente di cui tentò di cogliere l' inesauribile forza d'animo e la bellezza interiore. Ha scritto, “io non so se sono riuscito ad esprimere tutto ciò che avrei desiderato trasmettere attraverso i miei lavori: l'amore per la vita, la felicità ed il buonumore, il carattere dell'anima russa ".