
Pavel Kuznecov nacque a Saratov nel 1878.
Ricevette i primi insegnamenti dal suo illustre maestro e concittadino Borisov-Musanov di cui divenne il più dotato dei discepoli.
Passò poi alla Scuola di Pittura, Scultura ed Architettura di Mosca nelle classi di Kostantin Korovin e di Valentin Serov, la cui presentazione gli valse la partecipazione all'esposizione di Mir Iskusstva del 1906.
In quello stesso anno, su invito di Djaghilev, giunse a Parigi insieme a Larionov, dove ebbe modo di esporre le sue opere Salon d'Automne, di visitare una mostra di Gauguin e di studiare in una scuola privata della capitale francese.
Ma la lezione dell’Impressionismo moscovita, improntata sulla interpretazione dell’ordinario secondo i canoni di un lirismo ancora tradizionale, fu da lui ben presto abbandonata in favore di una poetica che l’artista sceglieva liberamente i temi della rappresentazione pittorica.
Kuznecov divenne con Sapunov e Sar'jan una delle figure più rappresentative della "Rosa azzurra".
Documento centrale di questo periodo fu “Fontana azzurra” (1906) in cui un gruppo di teste immobili e afflitte stanno dinnanzi ad una fontana avviluppata da ghirlande favolose di foglie e rami. Al languore romantico l'artista aggiunse la rievocazione della pittura spirituale antico-russa.
Le successive ricerche condotte nelle steppe al di là del Volga e nell’Asia Centrale sino a Buchara e Samarcanda lo portarono quindi a rappresentare un modo di vivere esotico e nel contempo ad esprimere un sentimento di armonia universale e di quieta gioia.
I principali lavori del ciclo della steppa furono: La dormiente nell’ovile (1911), Nella steppa (1912), Sera nella steppa (1912), Pioggia nella steppa (1912), Al lavoro (1913), Il mercato degli uccelli.
I motivi iconografici sono semplici: donne che tosano le pecore,che dormono nelle iurte o che stendono tappeti accanto alle tende, cammelli vaganti nel deserto, greggi raggomitolate nel verde, alberi solitari nello spazio sconfinato. In tali scene semplici è racchiusa una grande bellezza fatta di elementi primordiali, la terra, l’acqua, l’aria che formano quella natura inviolata.
Anche l’esistenza degli uomini si svolge e scorre secondo leggi millenarie.
Nel 1925 Kuznecov, insieme con Lev Bruni, Favorkij, Sar'jan e la scultrice Vera Muchina-Lissitskij, fu tra i fondatori della "Società delle quattro arti". Il sodalizio asseriva che nel quadro della tradizione russa, il realismo pittorico era pienamente confacente alla cultura artistica del tempo.
Nel 1926 diresse, insieme a Kandinskij ed alla Udalcova la sezione del cinema e del teatro di del Vchutein (Istituto superiore d'arte e tecnica) di Mosca.
Kuznecov visse e lavorò a lungo e cambiò stile. La fine degli anni dieci fu segnata da processo di stilizzazione del suo modo di dipingere mentre gli anni venti e trenta segnarono un riflusso verso una visione realistica pur nella fedeltà ai concetti di poeticità e di ricercatezza pittorica.
L’armonia figurativa della sua pittura si realizzò nella perfezione della fattura e nell’equilibrio della composizione.
Per quanto l’artista appartenga al novecento nelle sue opere si colgono i fili che lo collegano alla pittura del primo ottocento, specialmente all’arte di Aleksej Venecianov.
L'artista morì nel 1968.