
Michail Matjusin nacque nel 1861. Artista di ingegno multiforme fu pittore, musicista di grande vaglia e virtuoso di violino.
Pur essendo rimasto a lungo fedele all'eredità impressionista, ebbe un importante ruolo di teorico ed organizzatore cercando di fondere alcune istanze dell'avanguardia con l'eredità del simbolismo.
Fece parte dell' associazione impressionista di Kul'bin "Triangolo", di cui fu uno dei fondatori insieme alla moglie Elena Guro, e partecipò alle mostre del sodalizio.
Nel 1909 abbandonò il gruppo di Kul'bin per contribuire a fondare "L'Unione dei Giovani", alle cui mostre espose i suoi dipinti.
Nel 1912 conobbe Krucenjch di cui musicò l'opera "La vittoria sul sole" rappresentata nel 1913 al teatro "Luna Park" di S. Pietroburgo con la scenografia di Malevic. Contemporaneamente tradusse in russo "Du Cubisme" di Gleizer e Metzinger.
In quegli stessi periodi elaborò una sua teoria fondata sull' idea di "visione allargata" mediante la quale pervenire allo 'zorved' (vedere-sapere) cioè la capacità di 'allargare' lo sguardo sullo spazio circostante e riportarlo sulla tela attraverso un linguaggio pittorico ed un impianto stilistico tale da avvicinare la pittura alla natura attraverso il movimento, il ritmo e la vivacità della colorazione.
Tra il 1918 ed il 1922 tenne dei corsi di Realismo Spaziale al Petrosvomas e dal 1922 diresse un laboratorio d'arte al Museo di Cultura Pittorica.
Nel biennio 1920 ed il 1922 organizzò una serie di spettacoli basati sul lavoro della moglie Elena Guro.
Nel 1923 costituì, con altri suoi allievi, un gruppo denominato Zorved per approfondire lo studio del cromatismo.
Nello stesso anno con Tatlin e Malevic collaborò alla costituzione dell'Ichk (la versione pietroburghese dell' Inchuk) e pubblicò "La fattura della parola" illustrata da Ivan Kljun.
Nel 1924 fu posto a capo del dipartimento di Ricerca di Cultura Organica all' Inchuk di Pietrogrado, con il fine di indagare la possibilità di trasporre i suoni in forme visuali, oltre a fare ricerche sul colore, sulla percezione della forma e sull'estensione del processo fisico della vista.
I suoi dipinti furono quasi del tutto astratti, come le "Costruzioni pittorico-musicali" del 1918 i quali, più che edificazioni strutturate, sembrano essere un insieme di splendenti fuochi d'artificio o turbini di scintille colorate.
Tali opere offrono una concezione dell'astrazione del tutto diversa da quella del Suprematismo.
L'artista morì nel 1934