
Corrente d'avanguardia dell'arte russa, manifestatasi nel 1913 a seguito dei nuovi fermenti innovatori suscitati, nel panorama artistico russo, dal particolare fervore politico e culturale che attraversava il paese in quegli anni.
Nel 1913, l’esposizione «Il Bersaglio», offrì a Larionov, l'artista più sensibile alle nuove teorie del futurismo, l’opportunità di presentare uno stile nuovo, che definì "Raggismo", una libera interpretazione del Futurismo anche se ne determinò l’allontanamento dai fratelli Burljuk, da Tatlin e da Malevic.
Con la pubblicazione del saggio “Raggisti e Futuristi“, pubblicato a Mosca nel 1913 nell'almanacco “La coda d'asino e il bersaglio”,
Nello stesso anno, in occasione di una mostra in omaggio a Delaunay, Larionov e la Gontcharova pubblicarono il
“Manifesto del Raggismo” nel quale si sosteneva l'opportunità di rappresentare dinamicamente la luce mediante linee di colori elementari.
Pertanto, nella elaborazione di un opera pittorica, occorreva tener conto, più che della stessa rappresentazione di un oggetto, della irradiazione che lo univa all'occhio umano. Nel quadro dovevano poi coesistere armonicamente il colore, la sua saturazione, la profondità, la trama ed esserci una stretta correlazione tra masse colorate.

Tale teoria individuava quindi nel raggio, visto come simbolo di luce e movimento, “il punto di incontro fra le due diverse culture visive, quella occidentale delle avanguardie e quella orientale che, per tradizione, era basata sulla vivacità dei toni delle icone e sulla brillantezza degli smalti“.
Il raggismo operò “una frammentazione coloristica e la composizione per piani cromatici che cancellò le barriere esistenti tra la superficie pittorica e la natura“. Esso si sforzò di rappresentare le forme spaziali ottenute dall'intersezione dei raggi riflessi dai diversi oggetti e dalle forme individuate dall'artista.
Larianov e la sua compagna Gontçharova, dopo aver attraversato una fase figurativa neoprimitivista e che provenivano dall'esperienza del movimento "Il Fante di quadri", gravitante nell’orbita delle avanguardie europee (ma dal quale si erano allontanati perché ritenuto eccessivamente legato al Cubismo), avevano abbandonato il dato realistico di partenza per approdare a un'impostazione semi-astratta della pittura.

Secondo alcuni studiosi dell'arte russa il Raggismo, che pure era stato il primo movimento non figurativo russo e di non trascurabile importanza per la penetrazione in Russia delle rivoluzioni formali dell'Europa occidentale come il Cubismo, il Futurismo e l'Orfismo in uno stile al tempo stesso moderno e autenticamente russo, non avrebbe avuto un ruolo determinante nello sviluppo della pittura russa, in parte perché Larionov non fondò una scuola ed in parte perché, nel biennio 1913-1914, ad eccezione di alcuni quadri di Aleksandr Sevcenko, di Michail Ledantu e di qualche altro artista, non furono prodotte altre opere raggiste.
Un artista russo ebbe ad affermare che il Raggismo fu il periodo più patetico, seppure sperimentale, nello sviluppo di Larionov, aggiungendo però esso che ebbe carattere episodico e quindi privo di un grande peso storico e di un'importante valenza artistica. Ingenerosa affermazione in quanto la sua formulazione e la sua pubblicazione in un manifesto costituirono una fase affatto trascurabile del passaggio della pittura russa dal Simbolismo e dal Primitivismo ai successivi strepitosi sviluppi delle correnti non figurative che seguirono di li a poco.
Il Raggismo di Mikhail Larionov (tratto dal volume "Le avanguardie artistiche in Russia a cura di Michaela Böhming;
De Donato 1979, Bari, 1979)
Il Raggismo mira all'introduzione della pittura nell'ambito dei compiti propri alla stessa ed alla sua vita secondo leggi puramente pittoriche ..................

Spesso ufficialmente il Raggismo prende il via dalle seguenti tesi:
- l'irradiazione dovuta alla luce riflessa ( allo spazio tra gli oggetti ciò forma come una polvere colorata).
La dottrina dell'irradiazione.
I raggi radioattivi. I raggi ultravioletti. La riflessività.
Non scorgiamo con il nostro occhio l'oggetto così com'è uso raffigurarlo nei quadri regolandosi in base a questo o quel procedimento, l'oggetto esistente in quanto tale. Percepiamo la somma dei raggi che partono da una fonte di luce, sono riflessi da un oggetto e cadono nel nostro campo visivo.

Se dunque vogliamo dipingere ciò che vediamo, dobbiamo dipingere la somma dei raggi riflessi dall'oggetto. Al fine di ottenere per intero la somma dei raggi riflessi dall'oggetto, desiderato, dobbiamo enucleare con la volontà soltanto l'oggetto in questione, dato che, insieme ai raggi dell'oggetto percepito, il nostro occhio viene colpito dai raggi riflessivi da una parte degli altri oggetti vicini. Ora se desideriamo raffigurare l'oggetto perfettamente così come lo vediamo, dobbiamo rappresentare anche questi raggi riflessivi delle parti degli altri oggetti. Solo allora raffigureremo esattamente ciò che vediamo ..........
La percezione non dell' oggetto stesso, ma dalla somma dei raggi derivanti da esso è, per il suo carattere molto più vicina al piano simbolico del quadro che non l'oggetto medesimo. E' come un miraggio che sorge nell'aria torrida dl deserto e disegna nel cielo città lontane, laghi, oasi. Il Raggismo cancella quelle barriere che esistono tra il piano del quadro e la natura.
Il raggio viene rappresentato convenzionalmente da una linea colorata.
Ciò che è prezioso per ogni amante della pittura viene rivelato nella forma più alta nel quadro raggista; gli oggetti che scorgiamo nella vita non hanno qui nessuna importanza (ad esclusione del raggismo realistico ove l'oggetto funge da punto di partenza), mentre quel che è l'essenza della pittura stessa può essere qui morato nella maniera migliore, e cioé la combinazione del colore, la sua pastosità, il rapporto delle masse di colore, l'approfondimento, la testura; su tutto questo l'interessato alla pittura può concentrarsi completamente.
Il quadro è fluttuante, dà una sensazione di ciò che si può chiamare quarta dimensione, in quanto la lugezza, la larghezza e lo spessore dello strato di colore sono gli unici segni del mondo circostante mentre tue le sensazioni che vi sorgono sono già di un'altro ordine; per tale via la pittura diviene uguale alla musica, rimanendo se essa.