
Ilja Repin nacque nel 1844 a Tschuguev nel departimento di Charkov in Ucraina. I suoi genitori erano coloni militari che vivevano in ristrettezze economiche ed egli, per tre anni dovette guadagnarsi la vita facendo umili mestieri.
Nel 1866, dopo aver frequentato la scuola di topografia militare e la bottega di un pittore di icone di nome Bunakov, ottenne una borsa di studio presso la Reale Accademia delle Arti di S. Pietroburgo, dove si diplomò nel 1971 vincendo una medaglia d’oro ed un viaggio d’istruzione all’estero.
In una gita con i suoi amici al fiume Volga nel 1870, trovò l’ispirazione per il suo quadro più famoso: “I burlaki (trasportatori di barche) del Volga” ove rappresentò la immane fatica e la afflizioni, ma anche la grandezza e la forza morale di quella povera gente senza speranza.

Ma Repin rifiutò qualsiasi caduta nella compassione e nel compassionevole per creare una rappresentazione di autentica vita popolare.
Nel 1872 sposò Vera Shevzova ed entrò a far parte dell' Associazione dei Peredvizhniki (Artisti itineranti) che si erano ribellati all' accademismo ufficiale.

Nel 1873 dopo aver soggiornato per un breve periodo a Vienna venne prima in Italia e poi a Parigi. Nella capitale francese conobbe la pittura impressionista che ebbe su di lui un considerevole effetto nell'uso della luce e dei colori.Tuttavia il suo stile rimase vicino a quello dei vecchi maestri europei, specialmente a Rembrandt e la sua pittura non fu mai impressionista.
Ritornato in Russia dopo soli due anni, si dedicò esclusivamente a soggetti con forti caratteristiche nazionali.
A dopo il 1870 datano i suoi considerevoli lavori nel campo del ritratto.

Repin ritrasse molti celebri compatrioti, il romanziere Leon Tolstoy ; lo scienziato Dmitri Mendeleev, il compositore Modest Mussorgsky, il filantropo Pavel Treyaakov e il poeta e pittore ucraino Taras Shevchenko.
Negli anni più tardi, egli effigiò anche i membri della famiglia imperiale, compreso lo zar Nicola II°.
Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta prese ad interessarsi alla gente comune dalla quale egli stesso aveva tratto origine e dipinse frequentemente il folclore popolare, sia russo che ucraino dall‘addio della recluta al ritorno del soldato dalla guerra, dalle festicciole contadine alle processioni di campagna.

E’ del biennio 1881-1883 il noto quadro “Processione nel governatorato di Kursk” ambientato in una strada impolverata sul fondo di un bosco tagliato comprendente centinaia di personaggi in ognuno dei quali si riassume una distinta condizione sociale ed una specifica appartenenza, disseminato da piccoli contrasti sociali come la guardia che sbarra con il bastone la strada al gobbo che, a differenza di molti astanti, sembra animato da una fede profonda. I vari gruppi sono animati da un lento ma inesorabile movimento in avanti.

Prima dell’assassinio dello zar Alessandro II° nel 1881 Repin creò una serie di opere che trattavano il tema del movimento rivoluzionario russo quali le due varianti de “L’arresto del propagandista”
(1878 e 1880-1892), “Il rifiuto della confessione” (1879-1885), “Il rifiuto della confessione” (1879-1885), “La riunione dei rivoluzionari” (1883), “L’inatteso” (1884-1885), un capolavoro quest’ultimo ove sono messi insieme stati d’animo contrastanti.
Dal 1882 si trasferì da Mosca a S. Pietroburgo dove si separò da sua moglie Vera. In quello stesso anno ebbe dallo zar Alessandro III° l‘incarico di riformare l‘Accademia della città , della quale divenne docente nel 1992.dallo zar Alessandro III°. dallo zar Alessandro III°

Nel 1885 completò uno dei suoi quadri più intensi psicologicamente “Ivan il Terribile uccide suo figlio“. La tela mostra un spaventoso Ivan che abbraccia suo figlio morente che aveva appena colpito e mortalmente ferito in un incontrollato attacco d’ira. La disperazione e forse il pentimento di Ivan è in netto contrasto con il volto calmo, quasi rassegnato del figlio che nel momento del trapasso, con un gesto della mano, pare perdonare il padre.
Uno dei quadri più complessi di Repin “La risposta dei cosacchi zaporossiani al sultano Mohamed IV dell’Impero ottomano“ occupò parecchi anni della sua vita. Gli uomini, intenti a scrivere una lettera di scherno ridono in faccia a chi li guarda.

Iniziato nel 1870 fu completato solo nel 1881, e per ironia della sorte, fu immediatamente acquistato dallo Zar per l’enorme somma di trentacinquemila rubli.
Nel 1901 gli fu commissionata dal governo russo una grande tela, completata nel 1903, “La sessione solenne del Consiglio di Stato della Russia imperiale. L‘opera deve essere considerata come un ritratto di gruppo nel quale il maestro indicò la via maestra del ritrattismo russo che gli artisti della generazione successiva alla sua non potevano ignorare.

Repin si costruì la casa di campagna a Kuokkala in Finlandia poco a nord di S. Pietroburgo che chiamò Penati.
La brutale repressione delle pacifiche manifestazioni popolari del febbraio 1905, seguite alla sconfitta nella guerra russo-giapponese, ispirarono a Repin opere come “Domenica di sangue” e “Funerale rosso“.
L’artista smise di insegnare e si batté, insieme a Tolstoj, contro la pena di morte.
Nel 1911 visitò Roma.
Dopo la prima guerra mondiale e la rivoluzione d’ottobre del 1917 Kuokkala, ove l'artista si era ritirato, fu annessa alla Finlandia cosicché egli divenne cittadino finlandese. Repin fu invitato da varie istituzioni sovietiche a rientrare in Russia ma egli rifiutò con la scusa che era troppo vecchio per farvi ritorno.
Durante questo periodo dedicò molto tempo a dipingere soggetti religiosi.
Con l’eccezione del ritratto di Alessander Kerensky, capo del governo provvisorio, non dipinse alcun soggetto riguardante la rivoluzione del 1917 ne degli episodi della successiva guerra civile.
Repin morì nella sua casa di campagna a Kuokkala il 29 settembre 1930.