
Aleksandr Mikhailovic Rodcenko nacque a San Pietroburgo nel1891 dallo scenografo Mikhail Mikhailovic Rodcenko e della lavandaia Olga Evdokimovna.
Studiò all'istituto d'arte della città di Kazan come uditore libero. In quella scuola conobbe Varvara Stepanova, che molti anni più tardi diverrà la sua sposa.
Si interessò alla poesia di Vladimir Majakovskij e mediante questa si accostò alle nuovi correnti del futurismo e del suprematismo russo.
Nel 1916 si trasferì a Mosca con Varvara ove iniziò ad insegnare alla Scuola di Arte e Design Stroganov. Nello stesso anno espose per la prima volta i suoi quadri in una mostra organizzata da Vladimir Tatlin.
Congedatosi dopo pochi mesi dal servizio militare, divenne membro del Narkmpros (Commissariato per l'Istruzione). Insegnò quindi al Vkhutein ('Istituto statale di arte e tecnica") e inizio ad interessarsi alla tecnica del fotomontaggio.Collaborò con i registi Ejzenštejn e Dziga Vertov. Per quest'ultimo disegnò anche i manifesti dei suoi film.

Aderì quindi al movimento costruttivista di Tatlin. Nel 1918 con Iacoulov e lo stessoTatlin decorò il Caffé Pittoresco a Mosca.
Nello stesso anno iniziò a lavorare alla sezione delle arti figurative l'IZO di Narkompros come membro della commissione per l'acquisto delle opere d'arte per i musei e ad insegnare teoria della pittura alla scuola-laboratorio del Proletkoult di Mosca. Fu anche uno dei componenti del presidio del Soviet dell'Unione degli Artisti Pittori.
Nel 1919 partecipò alla V°, alla X° Esposizione di Stato ed alla III° Esposizione di Stato dei pittori locali e moscoviti a Vitebsk . Realizzò inoltre una serie di incisioni su lineoleum e serie di collage destinati alla stampa.

Negli anni Venti disegnò e progettò manifesti di propaganda, o pubblicitari, utilizzando collage e fotomontaggi.
Dal 1921 al 1924 insegnò a Vchutemas (Istituto Superiore Tecnico e Artistico) ed ebbe anche l'incarico di Preside della facoltà di Lavoro sui metalli.
Nel 1923 collaborò con Dziga Vertov al film d'attualità "Kinopravda" , inoltre curò la realizzazione di copertine di libri, manifesti e illustrazioni per riviste, illustrò con un fotomontaggio la raccolta di poesie di Majakovski Pro Eto e creò disegni per tessuti.
Nel 1924 abbandonò la pittura per dedicarsi pressochè esclusivamente alla fotografia. Con la sua Leica catturò immagini e prospettive insolite e audaci di sconcertante modernità, caratterizzate da visioni metafisiche, da tagli inconsueti nei ritratti, da angolature - spesso dal basso verso l’alto o dall’alto fino al suolo- volutamente fuori fuoco o oblique. Come per Kazimir Malevic nella pittura, questo approccio rappresentò una autentica cesura rispetto alle regole rigorose di fine '800.

Nel 1925 gli nacque la sua unica figlia, Varvara Alexandrovna avuta dalla sua compagna Varvara Stèpanova.
Nel 1926 scrisse vari articoli sulla fotografia e sul cinema per la rivista Sovetskoe Kino (Cinema sovietico) e realizzò la scenografia del film Journalistka (La giornalista) diretto da L. Koulechov. È del 1927 la sua prima mostra fotografica, alla quale ne seguirono molte altre in patria e all'estero.
Tra il ’27 e la fine degli anni Trenta realizzò le scenografie dell’Esposizione di Letteratura Cinematografica all’Accademia delle Scienze dell’Arte, dei film "Mosca in Ottobre" (per la regia di B. Barnet), Albidum (regia di L. Obolenski), La Poupèe aux millions (regia di S. Komarov), le scenografie e i costumi per il lavoro teatrale di A. Glèbov Inga e per la seconda parte della commedia di Majakovski "La Punaise" musicata da Šostakovic. Lavorò inoltre nel gruppo del Fronte Rivoluzionario delle Arti diretto da Majakovski.

Accusato di essersi avvicinato troppo al fotografo occidentale Man Ray e di aver trascurato la funzione sociale della fotografia in nome di una ricerca puramente estetica, fu lentamente messo da parte dal regime e boicottato nel suo lavoro.
Nel 1933, gli venne imposto l'obbligo di ritrarre esclusivamente eventi di Stato. Fu quindi incaricato di fotografare le fasi della costruzione del canale sul Mar Bianco nel Baltico per la rivista "URSS in costruzione".
Nel 1941, evacuato con la sua famiglia a Molotov (nella regione di Perm), lavorò con Varvara Stèpanova alla realizzazione di albums fotografici; nacquero una serie di tele sul tema del circo: "Il Clown", "Gli Acrobati", e una serie di disegni a china ispirati a una composizione di Sergeij Prokofiev, "Moments fugitifs". Al ritorno a Mosca nel 1942 sposò la Stepanova.
Dal ’45 realizzò con la moglie, gli albums fotografici "L’art cinèmatographique de notre Patrie" e "Cinq ans de rèserves de travail" e tra il ’53 e il ’54 l’album "Il 300° anniversario della riannessione dell’Ucraina alla Russia".
Morì il 3 dicembre 1956 a Mosca.