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Galleria d'arte Spigoli di luce

Via Panisperna 238. (00184) Roma.


Serov, Autoritratto Nacque a San Pietroburgo il 19 Gennaio 1865, figlio del noto compositore e critico musicale A. Serov e di un'esperta pianista, allieva dello stesso A.Serov, di trent'anni piu' giovane di lui. Fin da bambino poté conoscere le celebrità della cultura russa del tempo -Stasov, Repin, Antokolskij - ospiti della sua famiglia. Sfortunatamente però, suo padre morì quando Valentin, aveva da poco compiuto i sei anni.
Nel 1872, assieme alla madre, partì per Monaco di Baviera, dove portò a termine la scuola elementare. Il talento pittorico del piccolo Valentin non sfuggì a M.Antokoskij, grande scultore e sincero amico della sua famiglia il quale notò che Valentin, malgrado la giovane età, si esprimeva su elevati livelli artistici e consigliò pertanto alla madre di condurlo a Parigi, per prendere lezioni da Ilja Repin che divenne per diversi anni il suo insegnante .
Serov, Bambina con le pesche (1887) Nel 1876 i Serov fecero ritorno a Kiev ove Valentin terminò gli studi ginnasiali ed iniziò a prendere lezioni di pittura dal maestro N.Murashko, ma nel 1878, avendo saputo che il suo vecchio maestro I.Repin era tornato nella capitale, si trasferì a Mosca, ben felice di riprendere le lezioni da lui. Per qualche tempo fu ospite della famiglia del suo insegnante.
Repin condusse il giovane allievo nella tenuta di Abramtsevo di Savva Mamontov.
Dal 1880 al 1885 frequentò, senza terminare gli studi, l'Accademia delle belle arti a San Pietroburgo ove conobbe Mikhail Vrubel‘ con cui aprì un atelier.
Nel 1884 compì un viaggio a Monaco di Baviera e poi soggiornò per qualche tempo in Olanda, dove poté conoscere da vicino le opere di Velasquez e di Rubens.
Serov, Bambini (1899) Il grande talento di Serov paesaggista si sviluppò pienamente quando si recò in Italia assieme al suo grande amico K. Korovin ed ai figli di Savva Mamontov. Qui dipinse splendidi paesaggi come "Riva degli Schiavoni a Venezia" e "Piazza San Marco".
Al suo ritorno in Russia, nel 1887 dipinse il famoso quadro "La fanciulla con le pesche" (ritratto di Vera, la figlia di Savva Mamontov) considerato uno dei capolavori della Galleria Tretiakov di Mosca. Anche se ricorda i luminosi e vivaci ritratti di Renoir l’opera trae ispirazione da Ilja Repin .
Nel 1888 dipinse un altro dei suoi lavori più famosi, la "Fanciulla illuminata dal sole", che esprime appieno e forse riassume le grandi doti stilistiche dell‘artista.
Serov, Ritratto di Sofia Botkina (1899) Nello stesso anno iniziò ad insegnare alla Scuola di pittura, scultura ed architettura di Mosca. Inizialmente seguace dei Peredvizhniki (ambulanti) e fautore dell’idea dell’arte al servizio della società, seguendo l’esempio del suo amico fidato Repin, se ne distaccò nel 1890 perché dissentiva dal loro autoritarismo e dalla pretesa di imporre ai giovani artisti i loro modelli. Anche se non ne condivideva completamente gli indirizzi programmatici si avvicinò al gruppo del “Mondo dell’Arte” che gli consentì di esporre senza interruzione i suoi quadri.
Sempre nel 1990 anno sposò O.Trubnikova. Dalla coppia nacque la figlia Olga che allietò un matrimonio tutto sommato felice. In quel periodo eseguì un importante dipinto: il ritratto del famoso tenore italiano dell'epoca, Francesco Tamagno, che si trovava in Russia per calcare le scene del teatro di Savva Mamontov.
Alla fine dell’ Ottocento, l’artista divenne di casa presso la famiglia imperiale e ritrasse lo zar Nicola II° la cui immagine si distingue in modo particolare per la vivacità e l'espressività' del volto.
Serov, Ritratto dello zar Nicola II° (1900) Nel 1903 divenne membro effettivo dell’Accademia di Mosca ma nel 1905 rinunciò all’incarico dopo la domenica di sangue del 9 febbraio in cui la polizia zarista fece fuoco sui partecipanti ad una manifestazione pacifica.
Valentin Serov morì improvvisamente il 5 Dicembre 1911 a Mosca.
Le sue opre consistono in quasi settecento tele che includono i ritratti di famosi mecenati, artisti, attori ed attrici, scrittori e poeti, compositori, cantanti e uomini politici tra i quali Savva Mamontov (1890), Konstantin Korovin (1891), Ilia Repin (1892), Isaak Levitan (1893), Nikolai Leskov (1894), Nikolai Rimskii-Korsakov (1898), lo zar Nicola II (1900), Konstantin Pobedonostsev (1902), Anton Cechov (1903), Sergei Witte (1904), Fiodor Shaliapin (1905), Konstantin Balmont (1905), Massimo Gorkii (1905), M.I. Ermolova (1905), Vasilii Golitsyn (1906), E.L. Nobel (1909), Ivan Morozov (1910), O.K. Orlova (1910), Ida Rubinshtein (1910), V.O. Girshman (1911), e molti altri.
Serov, Ulisse e Nausica (1910) Anche se costituiscono circa l’80% delle sue opere, Serov dipinse anche paesaggi (Serata d’autunno del 1886, Alberi di pino del 1890, Autunno del 1892, Ottobre del 1895, Cumuli di fieno del 1901, scene di genere (Donne su un carro del 1896, Dentro l’inverno del 1898, Donne con un cavallo del 1898), quadri storici ( Il giovane Pietro a caccia con i cani del 1902, Pietro I° del 1907, Pietro il Grande al lavoro del 1911, Elisabetta in partenza per la caccia del 1911) ed illustrò le favole di Krylov.
La fama del grande artista dipende non solo dall’imponente numero di indimenticabili lavori che ha lasciato, ma anche per la tenacia nell’esplorare nuovi stili e tecniche, per la ricerca di nuove forme per esprimersi, per il rifiuto di abbandonare le proprie convinzioni a favore di nuove mode artistiche.
Serov, Ritratto di O.K Orlova (1911) Chistiakov, che sostenne molti grandi pittori russi a trovare un proprio stile e che raramente fu prodigo di elogi per i suoi allievi, ebbe a dire che mai aveva avuto un altro artista che fosse come Serov tanto versato nel disegno, nell’utilizzo del colore, della luce, delle ombre e nella composizione ed al tempo stesso possedesse tanto acuta sensibilità e raffinatezza artistica.
Pur essendo indubbio il suo debito con gli impressionisti nell’uso intenso ma sottile del colore e con i nabis per gli elementi compositivi e per l’uso deciso ma terso della linea ed anche con i post-impressionisti per la semplificazione di forme e macchie di colore, è altrettanto evidente che l'artista immerse gli elementi rappresentativi della propria pittura nell’atmosfera che si respirava negli ambienti artistici del suo paese.
La sua maniera di dipingere non scivolò mai nel virtuosismo e contribuì a sottrarre la pittura dal grigiore in cui era sprofondata per mano degli esponenti meno felici del movimento peredviiniki.
L’innato talento, combinato con la spregiudicatezza e il desiderio di sperimentare, fanno di lui una delle maggiori figure della pittura russa del trentennio 1880-1910.