Galleria d'arte Spigoli di luce



Aleksandr Sevcenko.

Aleksandr Sevcenko. Musicisti (1913) Aleksandr Sevcenko nacque nel 1882.
Studiò al Collegio Stroganov e quindi a Parigi con Carrière e all’Académie Julian con Dinet e Laurens.
Tornato a Mosca, frequentò la Scuola dal 1907 al 1910, nelle classi di Korovin e Serov.
Nel 1907 espose i suoi lavori alla mostra della Società degli artisti Moscoviti all'Istituto Stroganov.
Si può valutare la stima di cui godeva ricordando che alla mostra dell’Unione dei Giovani del 1912 sia lui sia Tatlin presentarono i bozzetti per il dramma "Lo zar Massimiliano e suo figlio", che era stato rappresentato a San Pietroburgo il 27 gennaio e il 17 febbraio 1911 con scene di Sevcenko ed il 6 novembre di quello stesso anno a Mosca con scene di Tatlin.
L'artista tentò di fondere taluni aspetti del cubismo e del neoprimitivismo con i tentativi futuristi di rendere il moto dei corpi.
Fu anche un ottimo teorico; nel 1913 pubblicò due volumi sulla teoria del Neoprimitivismo e sui principi del Cubismo e di altre tendenze artistiche contemporanee; in quel periodo la sua opera variò sul piano dello stile da «I musicisti» (1913), fortemente legato ai lavori raggisti della Gontcharova alla «Natura morta: vino e frutta» (1913), singolare amalgama di cézannismo e cubismo sintetico.
Nel 1918 fondò, con l’artista Aleksej Griscenko, un gruppo definito "Dinamica del Colore e Primitivismo Strutturale" che nel 1919 organizzò una mostra a Mosca.
Nel maggio 1922 espose le sue opere alla collettiva del gruppo Makovec.
Nel 1926 diresse la sezione della stampa ed editoria del moscovita Vchutein (Istituto superiore di Arte e Tecnica).
Le sue ricerche sul colore passarono per lo più sotto silenzio.
L'artista morì nel 1948.