Pagina Web redazionale a cura della

Galleria d'arte Spigoli di luce

Via Panisperna 238. (00184) Roma.


 Kasimir Malevic. Suprematismo (1915) Il suprematismo, termine che vuole indicare la "supremazia della sensibilità pura", è legato essenzialmente al nome del suo ideatore Kasimir Malevic anche se i riflessi della sua arte andarono al di là delle opere dell'artista.
Partecipe dell'esperienza cubista, ma maggiormente affascinato dal futurismo, forse la corrente italiana con la quale le avanguardie russe ebbero maggiore affinità, Malevic, partecipò al cubofuturismo realizzando, insieme al gruppo Larionov e Gontcharova, opere che tendevano alla sintesi di ambedue le espressioni artistiche.
Intorno al 1913 elaborò una originale teoria esposta prima sul manifesto del 1915 (scritto in collaborazione con Majakovskij) e poi nel saggio del 1920 "Il suprematismo ovvero il mondo della non rappresentazione" ove giunse a teorizzare la poetica del Suprematismo come descrizione della realtà attraverso la geometrizzazione dello spazio, come astrazione assoluta. Egli ricercò la massima purezza espressa nello spazio da simboli primari.
 Kasimir Malevic. Aereo in volo (1915) Premesse formali del suprematismo furono l‘eliminazione di ogni contenuto realistico e figurativo, sostituito da forme semplici, l’aspirazione all'unificazione di spazio e tempo ed alla eliminazione del punto di vista prospettico e del concetto di simmetria e di ripetitività, alla negazione del volume ed al recupero della bidimensionalità della superficie.
Malevic sostenne che l'artista moderno doveva mirare ad un'arte finalmente liberata da fini pratici e di rappresentazione, abbandonando ogni relazione con la realtà ed escludendo ogni altro fine che non fosse la semplice raffigurazione di una purezza geometrica assoluta.
In sostanza Malevich ridusse l'intima essenza della pittura alla scelta di forme assolute combinate tra loro e nel mantenimento della distinzione tra fondo e figura. Il suo concetto di astrattismo si basava sull'utilizzazione di figure elementari della geometria come il rettangolo, il triangolo, la linea, il cerchio, con una tavolozza cromatica ridotta.
 Kasimir Malevic. Quadrato nero su fondo bianco (1915) Il rifiuto del concetto di imitazione della natura comportò il superamento delle forme illusorie in vista dell’ottenimento del"nulla liberato", del mondo non oggettivo al di là del tempo e dello spazio sensoriale.
Con il dipinto "Quadrato nero su fondo bianco" (1915) Malevic. diede il primo progetto di riconoscimento di alcune "forme assolute", libere da ogni descrizione naturalistica.
L'artista non si preoccupò di propagandare le idee rivoluzionarie, ma sentì forte la necessità di formare culturalmente le nuove generazioni attraverso un programma didattico estetico. Nel 1917 in pieno periodo rivoluzionario realizzò una seconda opera: "Quadrato bianco su fondo nero", esposta a San Pietroburgo alla mostra "0,10" allestita nella galleria Dobycina.  Kasimir Malevic. Suprematismo 2 (1916/17) Infine, nel 1919 con l’opera “Quadrato bianco su fondo bianco” l'artista giunse all’azzeramento dei monocromi.
Nell’atmosfera tardo-romantica dell’epoca, l’opera di Malevic rappresentò una novità assoluta, la prima irruzione dell'astrattismo puro nella cultura russa, in termini di un rigore assoluto che resterà insuperato.
Intorno al 1920 il movimento si confrontò proficuamente con l'altra grande articolazione dell'astrattismo, il costruttivismo, accanto a quello lirico di Kandinskij e a quello cosidetto neoplastico di De Stijl ( dal nome della rivista fondata a Leida in Olanda nel 1917 da Th. Van Doesburg, attorno alla quale si raccolsero un gruppo di artisti ed architetti che diedero vita all’omonimo movimento).
Il suprematismo, che annoverò tra i suoi esponenti anche El Lissitskij e Aleksandr Rodcenko, ebbe anche una forte componente filosofica. Secondo il suo ideatore tutto il mondo dei sensi, tutto lo spazio, tutto l'universo nel suo evolversi, si inabissa e riemerge, si scompone e si ricompone in un incessante divenire. Ogni processo di elaborazione del lavoro artistico, ad esclusione di tutto ciò che in arte e' gia stato creato,dovrebbe partire dal suprematismo. Forme minime, lineari e geometriche sono il lastricato della nuova strada da seguire, con la guida dell'intelligenza e la forza della ragione.


Kasimir S. Malevic "Il Suprematismo".
(da "Le avanguardie artistiche in Russia a cura di Michaela Böhming; De Donato. Bari,1979)

 Kasimir Malevic. Quadrato rosso su fondo bianco (1915) Il suprematismo si suddivide in tre stadi a seconda del numero dei quadrati neri, rossi e bianchi: il periodo nero, quello colorato e quello bianco. In quest’ultimo le forme bianche sono dipinte nel bianco. Tutte e tre le fasi di sviluppo si sono svolte dal 1913 al 1918.
I periodi sono stati costruiti su di uno sviluppo puramente di piano. Base della loro costruzione era il fondamentale principio economico di riprodurre, per mezzo di un solo piano, la forza della statica oppure dell’apparente quiete dinamica. Se fino ad ora tutte le forme di qualsiasi cosa esprimono queste sensazioni tattili non diversamente che mediante una massa di svariate interrelazioni di forme legate fra loro e costituenti un ormanismo, nel suprematismo l’azione su di un piano o entro un volume è ottenuta per mezzo del geometrismo economico. Se ogni forma è l’espresssione di una perfezione puramente utilitaria, anche la forma suprematista non è altro che il segno della riconosciuta forza d’azione della perfezione utilitaria di un mondo concreto a venire. La forma denota chiaramente il dinamismo della condizione ed appare come ulteriore indicazione di rotta per l’aeroplano nello spazio non mediante motori e la conquista dello spazio stesso con lo strumento distruttivo di una goffa macchina dalla costruzione puramente catastrofica, ma per mezzo dell’armoniosa inclusione della forma nell'azione naturale, tramite una sorta di interrelazioni magnetiche di una forma che forse sarà composta da tutti gli elementi dei reciproci rapporti fra le forze naturali e, quindi, non avrà bisogno di motori, ali, ruote e benzina, cioè il suo corpo non sarà costruito con organismi diversi formanti un tutto.
 Kasimir Malevic. Otto rettangoli rossi (1915) L’apparecchio suprematista, se così si può dire, costituirà un tutt’unico senza saldature di sorta. La sbarra è fusa con tutti gli elementi, similmente al globo terrestre, che porta in sé la vita delle perfezioni, di modo che ogni corpo suprematista costruito si troverà racchiuso nell’organizzazione naturale e costituirà un nuovo satellite; occorre soltanto trovare l’interrelazione tra due corpi che corrono nello spazio.
Tra la terra e la luna può essere costruito un nuovo satellite suprematista munito di tutti gli elementi, che si muoverà delineando un suo nuovo percorso. Studiando la forma suprematista in movimento arriviamo alla conclusione che un movimento rettilineo verso un qualsiasi pianeta non può essere realizzato diversamente che mediante il movimento circolare dei satelliti suprematisti intermedi costituenti una linea retta di anelli da satellite a satellite.
Lavorando sul suprematismo ho scoperto che le sue forme non hanno nulla in comune con la tecnica della superficie terrestre. Anche tutti gli organismi tecnici non sono altro che piccoli satelliti — tutto un mondo vivo pronto a volar via nello spazio e ad occuparvi un posto specifico. Ciò perché in fondo ogni satellite del genere è equipaggiato di una mente ed è pronto a vivere la propria vita personale.
 Kasimir Malevic. Supremus (1916) Nell’enorme scala elementare dei sistemi planetari si sono anche verificate una polverizzazione ed una scissione di certe condizioni che costituivano una vita individuale, creando un intero sistema di struttura dell’universo, collegandosi amichevolmente per assicurarsi la vita evitando una catastrofe. Le forme suprematiste, in quanto astrazione, sono diventate una perfezione utilitaria. Esse ormai non toccano più la terra e possono essere esaminate e studiate come qualsiasi pianeta oppure come un intero sistema. Dico che non toccano la terra non nel senso di un distacco che la lasci abbandonata, mi riferisco soltanto alla costruzione di prototipi di organismi tecnici del futuro suprematista condizionati da una necessità puramente utilitaria, necessità che risulta essere il legame fra essi. Il senso di ogni organismo della tecnica utilitaria ha la stessa méta ed intenzione e cerca l’occasione per penetrare in quell’ambito che vediamo nella tela suprematista.
In fondo che cosa è una tela, che cosa vi, è rappresentato? Analizzando una tela vi vediamo prima di tutto una finestra attraverso la quale scopriamo la vita. La tela suprematista rappresenta la spazio bianco e non quello azzurro. Il motivo è chiaro: l’azzurro non fornisce una idea reale dell’infinito. I raggi della vista urtano come contro una cupola e non riescono a penetrare nell’infinito. L’infinito bianco suprematista permette al raggio della vista di procedere senza incontrare un limite. Vediamo dei corpi in movimento, ma è da scoprire quale sia il loro movimento e di che tipo siano essi stessi.
 Kasimir Malevic. Composizione suprematista (1916) Dopo aver inventato questo sistema, mi sono messo a studiare le forme transitanti, delle quali deve essere rivelatata e determinata l’intera essenza; esse si sono messe in fila con tutto il mondo degli oggetti. La scoperta esige un grande lavoro. La costruzione delle forme suprematiste del tipo colorato non è affatto legata alle necessità estetiche del colore, della forma ovvero della figura, e ciò vale anche per il periodo nero e quello bianco. L’elemento principale nel suprematismo consiste nelle due basi, le energie del nero e del bianco, che servono alla scoperta della forma d’azione, considerando soltanto la necessità puramente utilitaria di una riduzione economica, per cui tutto ciò che è colorato scompare. Nelle creazioni la rivelazione dei colori o quella tonale non dipende da un fenomeno estetico, ma dalla stessa derivazione originaria del materiale, dalla combinazione degli elementi che costituiscono il groviglio o la forma dell’energia. Ora, se ogni forma oppure tutti i materiali originari sono un’energia che colora il proprio movimento, di conseguenze, in una creazione infinita, si verifica un cambiamento dei materiali e la costituzione di nuove combinazioni energetiche, e quindi ogni serie di movimenti modifica la forma in base a considerazioni economiche ed anche la colorazione cambia il proprio aspetto. La città, in quanto forma di una combinazione energetica dei materiali, ha perso il colore ed è divenuta tonale, con predominio del bianco-nero .......
Ho accennato che nel suprematismo, il nero ed il bianco fungono da energie rivelanti la forma. Questo concerne soltanto i momenti della costruzione sulla tela dei progetti del suprematismo volumetrico, mentre non ha alcuna importanza nella reale azione tattile in quanto la rivelazione della forma è lasciata alla luce, ma già nelle forme del suprematismo reale rimangono soltanto il nero ed il bianco e da questi deriva tutta la graduazione di energia del materiale. Inizierà così l’epoca di nuovi materiali privi di colore e di tono.
 Kasimir Malevic. Quadrato bianco su fondo bianco (1919) (Ritengo il bianco ed il nero originati da gamme di colori).
Il suprematismo, nel suo sviluppo storico, ha avuto tre gradi: nero, colorato e bianco. Tutti i periodi si sono svolti sotto i segni convenzionali dei piani, come esprimendo i propositi dei futuri corpi volumetrici, e, in effetti, al momento attuale il suprematismo cresce nel tempo volumetrico di una nuova costruzione architettonica. In questa maniera il suprematismo entra in legame con la terra, ma, a causa delle sue costruzioni economiche, cambia tutta l’archittettura delle cose terrestri, unendosi, nell’ampio senso della parola, con lo spazio delle masse monolitiche in movimento del sistema planetario.
Durante le mie ricerche ho appurato che è insita al suprematismo l’idea di una nuova macchina, cioè di un nuovo motore dell’organismo senza ruote, vapore o benzina.
(Su questo è necessario scrivere molte dimostrazioni).
Una delle basi del suprematismo è la natura come esperienza e pratica che dia la possibilità di superare il mondo libresco sostituendolo con l’esperienza e l’azione attraverso le quali tutto partecipi alla onnicreazione.
 Kasimir Malevic. Suprematismo. (1928-29) L’atteggiamento del suprematismo verso i materiali è contrapposto alla propaganda attualmente crescente a favore della cultura del materiale —un appello all’estetica —la elaborazione delle superfici dei materiali rappresenta la psicosi degli artisti contemporanei. Ci si preoccupa della bellezza, delle piume dell’ornanismo, anziché dedurre l’immagine per mezzo della perfezione utilitaria di una necessità economica, abbandonando la trasformazione naturale, e invece di trattare la sua elaborazione laddove si presenta la necessità tecnica ma non quella estetica.
I tre quadrati suprematisti rappresentano la determinazione di precise concezioni e strutture del mondo. Il quadrato bianco, oltre ad essere il movimento puramente economico della forma di tutta la nuova bianca struttura del mondo, costituisce anche una spinta verso la fondazione della struttura del mondo in quanto ‘azione pura’, quale autoconoscenza in una perfezione puramente utilitaria dell’ ‘uomo totale’. Nella vita comune hanno avuto anche il seguente significato: quello nero quale segno dell'economia, il rosso quale segnale della rivoluzione ed il bianco coma azione pura. Il quadrato bianco che ho dipinto mi ha dato la possibilità di studiarlo e di ricavarne un opuscolo sull’ ‘azione pura’.
Il quadrato nero ha determinato l’economia, che ho introdotto come quinta dimensione nell’arte.
La questione economica è diventata la mia torre principale dalla quale osservo tutte le creazioni del mondo degli oggetti, il che costituisce il mio lavoro principale, non più di pennello ma di penna.
Sembra provato che col pennello non si riesce al ottenere ciò che invece si può con la penna. Il primo è arruffato e non riesce ad entrare nei meandri del cervello, mentre la penna è più acuta.
E cosa singolare che i tre quadrati indicano la strada, mentre il quadrato bianco porta un mondo bianco (la struttura del mondo) affermando il segno della purezza della vita creativa dell’uomo. Quale molo importante hanno i colori come segnali che indicano il cammino!
Sui colori e sul bianco ed il nero sorgerà ancora una massa di discussione che culmineranno nel cammino del rosso nella perfezione bianca. [...]
Nel movimento di puro colore i tre quadrati indicano ancora la estinzione del colore laddove svanisce nel bianco.
Di pittura, ne suprematismo, non si può parlare, la pittura da molto tempo è superata e lo stesso artista è un pregiudizio del passato.