
Vasily Surikov nacque a Krasnojarsk in Siberia nel 1848 in una famiglia cosacca. Superando svariate difficoltà ottenne di entrare all'Accademia di S. Pietroburgo dove studiò con Cistjakov ove nel 1975 gli fu assegnata una medaglia d'oro.
Fin dall'inizio della sua carriera artistica predilesse i temi storici, rinnovandoli con l'inserimento di particolari realistici tratti dal quotidiano.
Nei primi anni di lavoro gli furono commissionati affreschi per la cattedrale del Salvatore di Mosca.
Nel 1877 si trasferì a Mosca e nel 1881 si associò ai Peredvizniki (Ambulanti).
Viaggiò a lungo in Siberia e tra il 1883 ed il 1910 visitò numerosi paesi europei tra cui la Spagna che stava divenendo sempre più popolare tra gli artisti russi.
Il suo interesse per la pittura russa primitiva fu subordinato allo studio dei maestri veneziani, in particolare del Veronese, di cui voleva carpire i segreti delle tecniche e dei colori. Si ispirò anche a Ivanov che lo influenzò più di ogni altro.
Il suo spirito democratico ed antiaccademico si espresse soprattutto nel decennio 1880-1890 ( Il mattino della esecuzione degli Strel'cy del 1881, Mensikov a Berezov del1883, La Bojarina Morozova del 1887) mentre il suo interesse per la pittura delle icone e la passione per la libertà del suo popolo continuarono anche negli anni seguenti.
Per una strana combinazione il suo quadro "Il mattino della esecuzione degli Strel'cy" fu esposto alla nona mostra dei Peredvizniki il giorno stesso dell'assassinio dello zar Alessandro II° (1° marzo 1881) una rappresentazione incredibilmente premonitrice delle esecuzioni che seguirono a quel delitto.
Tra tutti i drammi creati da Surikov i suoi contemporanei giudicarono "Mensikov in esilio il più drammatico a motivo dell'imprevedibilità del destino umano.
La carriera di Surikov si interruppe quando tornò dalla natia Siberia dopo la morte della moglie, nel tentativo di trovare conforto e riprese solo qualche anno più tardi, nel 1891, con una scena gioiosa "La presa della città di neve", tradizionale svago invernale siberiano.
Negli anni successivi si dedicò a varie rievocazioni storiche come il dipinto "Suvorov valica le Alpi nel 1799" (1899) dedicato all'eroismo dei soldati e degli ufficiali dell'esercito russo durante la campagna militare italiana di cento anni prima.
Negli ultimi anni si applicò anche al ritratto.
Nonostante qualche imprecisione storica Surikov fu un artista dotato di una grande capacità evocativa che riuscì a sollevare la pittura storica liberandola dagli eccessi del radicalismo sentimentale, che aveva caratterizzato i decenni precedenti.
L'artista morì nel 1916.