
Vrubel' nacque nel 1856 ad Omsk da un prestigioso padre affermatosi nella vita come giurista militare. Dopo aver terminato brillantemente il ginnasio tra il 1867 ed il 1869 frequentò la Scuola d'arte a San Pietroburgo e nel 1874 si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza di quella Universita' di San Pietroburgo, ove si laureò nel 1879.
Nel 1880, ascoltando gli impulsi di una sua intima vocazione, decise di frequentare l'Accademia delle Belle Arti dove studiò sotto la guida attenta di Pavel Tchistvakov. Qui conobbe il famoso pittore Ilja Repin.
Già nei suoi primi lavori, il giovane mostrò un grande talento per il disegno e la prospettiva. Inizialmente attratto dalla monumentalità accademica, sviluppò più tardi una spiccata propensione per la composizione frammentaria ed il "tocco non finito".
Dal 1884 visse in povertà per cinque anni prima a Odessa e poi a Kiev. Sbarcava il lunario colorando fotografie e icone e perfino disegnando costumi per un circo. Nello stesso anno fu incaricato di restaurare i mosaici e gli affreschi risalenti al XII secolo nella Chiesa di San Cyril di Kiev. Per eseguire il restauro, si recò a Venezia a studiare l'arte medioevale cristiana.

Nella città dei Dogi oltre a riempirsi gli occhi dinnanzi alla superba maestosità dei mosaici bizantini, subì il fascino di Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio, ma soprattutto comprese appieno l’importanza del colore nell'arte veneziana soprattutto in rapporto agli ampi spazi pittorici. Questa esperienza gli consentì di gettare, senza saperlo, le basi della propria arte, che avrebbe rifiutato la prospettiva e l’illusionismo naturalistico a favore del colore il più idoneo ad esprimere al meglio le proprie emozioni.
In quello stesso periodo si interessò profondamente anche all'arte orientale, ed in particolare ai tappeti persiani, di cui riprodusse i disegni in alcuni suoi dipinti.
Molti dei suoi lavori di quel periodo sono andati perduti, poiché l'artista era più interessato al processo creativo anziché alla promozione dei suoi lavori.
Nel 1887 sembrò schiudersi per lui la possibilità di ottenere il successo attraverso il concorso per le decorazioni della cattedrale di San Vladimir a Kiev, costruita nel rinato stile medievale. A vincere però fu Vasnecov, mentre a lui fu concesso di dipingere i pannelli laterali inferiori; lavoro che accettò con entusiasmo e umiltà. Le sue opere presero spunto dalla tradizione medievale russa ma che già riflettevano un'interpretazione simbolista delle figure letterarie.

Nello stesso periodo si reco' a Kazan' per far visita al padre ammalato.
Al rientro a Mosca conobbe il famoso pittore K.Korovin e decise di fermarsi a lavorare, seppure parzialmente, presso il suo atelier d'arte. Il suo nuovo amico lo presentò a Savva Sammontov cosicché Vrubel' poté entrare a far parte del circolo di Abramtsevo.
Oltre a lavorare agli allestimenti scenici del teatro lirico del grande mecenate divenne il capo della bottega di ceramica di Abramtsevo. Le sue ceramiche si ispirarono agli oggetti dell'arte popolare russa, raccolti nelle campagne, al tema delle favole e dei racconti popolari.
Nelle ceramiche Vrubel' trasfuse tutta la sua passione per il mondo delle fiabe, per i personaggi del melodramma e la sua predilezione per i toni lilla-dorati, soprattutto nei cicli fantastici ispirati ai personaggi delle opere di Rimskij-Korsakov, di cui la moglie di Vrubel, la cantante Nadezda Zabela, fu una famosa interprete femminile. I tratti della moglie sono facilmente riconoscibili in alcune ceramiche come "La Primavera" e la "Principessa del Mare".
Le maioliche di Vrubel furono paragonate dai contemporanei a lingotti d'oro o a metalli colorati, per il loro scintillio cangiante e multicolore delle superfici.

Vrubel uscì dalle secche delle ristrettezze economiche solo nel 1890 allorché, dopo essersi trasferito a Mosca, Serov lo presentò al banchiere Koncalovskij, dal quale ebbe l'incarico di illustrare, insieme a Surikov, Vasnecov e Serov , "Il demone" di Lermontov. Da molti anni Vrubel era affascinato dal poema. In quello stesso anno dipinse il suo famosissimo quadro il
"Demone seduto" che i critici più conservatori accusarono di "selvaggia bruttezza".
Produsse numerosi inoltre altri studi sul Demone, passando dall’immagine di un Lucifero magnifico, seduto e meditabondo, a quella di una creatura seduta o in piedi, che guarda selvaggiamente nel vuoto o fissa con sguardo folle lo spettatore fino all'immagine spezzata e allungata che unisce in sé elementi maschili e femminili del "Demone caduto".
Al tema del Demone seguirono altre figure che ossessionarono la produzione dell'artista, portandolo ad una profonda inquietudine spirituale. Lo sguardo impersonale, freddo, inanimato, spesso di un azzurro vitreo delle figure del Profeta, del Faust, del Serafino, delle veggenti dal fascino orientaleggiante, del famosissimo Pan lascia una impressione incancellabile nell'osservatore.

Vrubel fu incaricato di eseguire un pannello per la casa di Dunker in via Povarskaj, un edificio in stile architettonico di ispirazione rinascimentale. L’artista scelse come soggetto il carnevale veneziano, che comunque si rifaceva al Rinascimento. Nacque cosi il noto pannello "Venezia".
Nel marzo del 1894 Vrubel giunse in Liguria, inviato da Savva Mamontov per riaccompagnare a casa il figlio maggiore Sergej, operato ai polmoni a Genova.
In questa città dipinse deliziosi piccoli studi di Portofino, frequentò esponenti della comunità russa come il grande collezionista Morozov. Nella la villa del marchese da Passano poté conoscere la moglie di Pavel Tretjakov, il grande collezionista d'arte a cui si deve la fondazione dell'omonima galleria di Mosca.
Tornato in patria dipinse il pannello denominato "Spagna" che trasse spunto dalla particolare atmosfera dei vicoli di Genova e dall’opera lirica "Carmen" a cui l’artista aveva assistito in quella città.
Nel 1896 sposò la cantante lirica Nadezda Zabela. La giovane moglie divenne la musa della sua ispirazione ed iniziò per lui una fase lavorativa molto feconda. In quel periodo felice nacquero dipinti divenuti famosi come "Mikula Selijanovich", " La principessa fantasia" nonché il pannello "Il volo di Fausto e Mefisto" .

Nel 1898 Vrubel' e K.Korovin lavorarono ai bozzetti dell'opera "Sadko" di Rimskij-Korsakov che andò in scena presso il teatro di Savva Mamontov .
L'artista eseguì il ritratto di sua moglie nel 1898, e disegnò per lei il costume d’opera “La fanciulla di neve“ di Rimskij-Korsakov
Quasi tutte le opere di Vrubel' furono mediate dal teatro, dalla musica o dalla letteratura come il Profeta (1898), ispirato alla poesia di Puskin, il famosissimo Pan (1899), nato sotto l'impressione della lettura di Anatole France.
Nel 1899 dipinse il suo secondo "Demonio".
Nell'ultimo decennio del secolo il grande artista rimase all’apice del suo genio, producendo a ritmo frenetico opere di ogni genere: ceramiche, sculture, acquerelli e olii , disegni di scene teatrali e di architetture che anticiparono le semplificazioni monumentali e la frammentazione del cubismo ma anche l’inquietudine energica del futurismo.
A volte nel tentativo di rilassarsi dipinse fiori o paesaggi o ispirandosi alla letteratura, in particolare alle favole in versi di Puskin, creò magnifiche rappresentazioni come "La Principessa Cigno" e "La regina del mare".
Talora ricopriva la tela di grandi tratti di colore, creava mostruose forme floreali o si limitava a tingere la tela, ottenendo in tal modo contrasti testurali fino ad allora sconosciuti alla pittura russa.

Nel 1901 nacque il suo primo e unico figlio, che morì dopo appena qualche anno. Il pittore ne provò un enorme dolore.
Dopo quel lutto l'artista dovette affrontare il periodo piu' tragico della sua vita: infatti nel 1902 dovette essere internato in un ospedale psichiatrico. Nel 1904 sorprendentemente riuscì a guarire; tornato a casa, riprese a dipingere ma due anni dopo divenne cieco ed in preda alla disperazione di non poter più lavorare.
Una delle ultime opere dell'artista, è la grande tela i "Lillà" del 1901-02, in cui il viola, colore dominante in tutta la sua produzione, sovrasta l'intera composizione riempiendo ogni spazio, debordando da ogni limite, cristallizzandosi in forme materiche, prismatiche, solide e spezzettate. Sotto la massa di colore la sagoma della moglie, forse quale interprete di Tat'jana, protagonista del romanzo in versi Evgenij Onegin di Puskin, musicato da Çaikoskij e da lei interpretato, a cui l'autore disse di essersi ispirato. Al di sopra dei fiori di lillà fanno misteriosamente la loro comparsa volti e mani di esseri enigmatici : si tratta forse antichi dei?, di singolari sembianze?, o soltanto curiose stravaganze?. O forse allucinazioni e visioni di realtà alternative?

Vrubel' morì a S. Pietroburgo l’11 aprile 1910.
"I mondi lilla avevano invaso Vrubel", dirà il poeta Blok nell'orazione funebre dell'artista, "perché l'arte è un inferno mostruoso e splendido".
Molti critici collocano Vrubel' tra i più importanti artisti nel panorama pittorico europeo a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento.
Giudicato come il massimo esponente del simbolismo russo, per la sua pittura a scaglie e per l' angolosità geometrica di alcune sue composizioni è considerato anche un precursore del 'cubismo'. Certamente fu una personalità di assoluto rilievo nel passaggio dalla pittura romantica al simbolismo e alla sperimentazione delle avanguardie.
Vrubel è stato un grande precursore dell'arte moderna un innovatore con profonde radici nel passato, un attento osservatore della realtà ed al tempo stesso un visionario, un artista dalla forte sensibilità decorativa che gli permise di esprimersi con successo nel campo della pittura, della grafica, della ceramica, dell'arte monumentale-decorativa, della scultura.
Antesignano di quel nuovo stile che in seno all'arte russa che si chiamò' "Moderno", contrariamente alle tendenze dell'epoca, si rifece principalmente ai canoni dell'arte tardo-bizantina e del primo rinascimento.
L'artista fu molto apprezzato in patria, oltre che dai primi rappresentanti delle avanguardie negli anni '10, anche da grandissimi artisti come Kandinsky, Malevic.
Chagall affermò di avere provato una vera infatuazione per i suoi famosi toni viola mentre il giovane Picasso passò delle ore dinnanzi alle opere di Vrubel' nella grande mostra sull'arte russa organizzata a Parigi nel 1906 da Djaghilev.
Il Demone

'Il Demone' è un poema di Lermontov iniziata nel 1829 e pubblicato solo dopo la morte del poeta nel 1841, che trasporta il mito dell'angelo ribelle nel Caucaso.
Un bellissimo demone si aggira sulla terra dopo l’allontanamento dal Paradiso e l'esilio eterno al quale è condannato; respinto dagli uomini, pur consapevole della inutilità del male nondimeno insiste nell’opporsi al Creatore che lo ha condannato.
Ad ingannarlo è l'amore per una incantevole giovinetta georgiana, Tamara, alla quale si rivela in sogno dopo che essa ha perduto il promesso sposo, ucciso in un agguato.
L’abbagliante bellezza del demone turba le notti di Tamara e non l'abbandona neppure quando decide di ritirarsi in convento, mentre il demone precipita in una passione sempre più intensa, sempre più travolgente, fatalmente destinata a annichilire ed a recare morte.
Una notte il demone penetra nella cella della fanciulla, le rivela la sua straziante passione ed infine la bacia. Tamara, contagiata dagli umori di quel contatto letale, muore. Inutile la controversia con l'angelo venuto a portarne l'anima in cielo; al demone è concessa solo una eterna solitudine senza speranza e senza amore.

La raffigurazione del demone ispirò in modo angoscioso Vrubel’ per tutta la vita portandolo a creare opere di un fascino inquieto e di una forza evocativa straordinaria ed ossessionante che forse contribuì a sconvolgere la sua mente.
Di dipinto in dipinto e di disegno in disegno, dal “Demone seduto” (1890-1891) al “Demone caduto” (1902), per più di dodici anni, il demone di Vrubel’ conobbe un'evoluzione sconcertante: un giovane di bellezza sovrumana diventa un androgino senza aspettative per raggiungere poi, in una progressivo disfacimento, le fattezze di un essere disperato, dal corpo contorto e pesto con le ali dalle piume di pavone fatte a pezzi.
Sul tema del 'Demone', uno dei favoriti di ogni epoca rivoluzionaria, simbolo del sorgere di nuove realtà sulla distruzione di quelle passate, Vrubel costruì un nuovo universo espressivo attraverso una tecnica nuova fatta di forme e colori frantumati, cristallizzati.
L’evoluzione delle varie rappresentazioni del demone può essere interpretata come la rappresentazione dell'inquietudine della sua epoca e sul piano artistico e estetico la fine di un’era e l’inizio di un’altra.